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Azimut chiede di lavorare: ha quaranta barche in cantiere
VIAREGGIO. Il sindacato «l’ha saputo per caso» ed è arrivata immediatamente l’indicazione dello sciopero al cantiere Azimut dove l’azienda ha chiesto di lavorare nella giornata festiva dei settant’ann...
VIAREGGIO. Il sindacato «l’ha saputo per caso» ed è arrivata immediatamente l’indicazione dello sciopero al cantiere Azimut dove l’azienda ha chiesto di lavorare nella giornata festiva dei settant’anni della Liberazione. Una scelta che non è andata giù proprio a tutti, tanto che il sindacato è stato avvisato nella serata di venerdì.
Torna a scaldarsi, insomma, il clima all’ombra del celeste impero Azimut e mai definizione fu più appropriata. Perché il cantiere di patron Paolo Vitelli ha - sono i dati forniti da Nicola Riva, Fiom-Cgil - «più di quaranta barche in lavorazione».
E non si tratta di rimessa a nuovo, o refitting come si suol dire, ma di barche nuove. Che il gran lavoro svolto in tutto il mondo dagli uffici commerciali dell’azienda piemontese ha portato nella darsena viareggina, oggi che la cassaintegrazione è agli sgoccioli.
«Riteniamo quanto accaduto - così la posizione della Fiom-Cgil - un errore grave che manifesta problemi organizzativi che non si vuole risolvere, con rischi che aumentano per tutti i lavoratori diretti e indiretti. Auspichiamo che ciò non accada nuovamente la prossima settimana per la festa del primo maggio». Cosa difficile a sapersi in anticipo, visto come è andata l’informazione in occasione del 25 aprile.
Il lavoro nelle festività - sottolinea il sindacato nel fare riferimento ai «rischi» - pone anche problemi di sicurezza. Da qui l’invito del sindacato agli organi preposti per la massima vigilanza in queste occasioni. (d.f.)
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