Il presidio
Contestate le analisi Arpat contro il mare inquinato
I balneari assistono a un prelievo e si rivolgono al sindaco: «Non è regolare» Del Dotto chiede una verifica alla Regione. I tecnici: tutto ok, è solo un equivoco
LIDO DI CAMAIORE. Si tinge di giallo la questione dei controlli contro l’inquinamento del mare, e cioè i famosi prelievi fatti dall’agenzia Arpat che - in caso di presenza di batteri da liquami - fanno scattare i temuti divieti di balneazione.
Ieri mattina alcuni balneari lidesi - ritrovatisi in spiaggia per l’iniziativa con i bambini di cui parliamo a fianco - hanno notato nella zona del pontile di Lido un tecnico Arpat che procedeva al prelievo dell’acqua praticamente sulla battigia. E hanno chiesto l’intervento del sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto, ritenendo «non regolare» il tipo di campionamento eseguito. In questi esami, infatti, vanno rispettati parametri ben precisi: in particolare, il campione va preso 30 centimetri sotto il livello dell’acqua, e in un punto dove il fondale è profondo tra gli 80 e i 120 centimetri. Tanto per capirsi, insomma, le gambe del tecnico che prende il campione devono essere sott’acqua per una buona parte.
Del Dotto, dal canto suo, ha girato la segnalazione alla Regione, perché faccia una verifica sulla regolarità o meno del prelievo. Di più il primo cittadino non dice, spiegando che sarà Firenze a dover chiarire se si è trattato di un fraintendimento, o se effettivamente ci sono state delle irregolarità.
Di fraintendimento parla chiaramente l’Arpat. Contattati dal Tirreno, i tecnici dell’agenzia regionale per l’ambiente confermano che sono in corso campionamenti nel punto dove è stato visto il tecnico - piazza Matteotti, cioè il pontile - ma assicurano che «l’operazione è stata condotta secondo le normative. Probabilmente si tratta di un equivoco, perché in effetti c’è una parte del prelievo, riguardante la misurazione della temperatura dell’acqua, che deve essere fatta praticamente al livello della riva. Ed è lì che, con ogni probabilità, la persona che ha eseguito l’operazione è stata vista dai presenti».
In attesa che si chiarisca ulteriormente l’episodio, una cosa è sicura: la questione dei divieti di balneazione sta angosciando, e non poco, gli operatori turistici. Soprattutto dopo i fatti delle ultime settimane - leggi il ritardo nella realizzazione degli impianti anti-inquinamento. Il timore, come detto, è di iniziare la stagione con nuovi stop ai tuffi. Che darebbero un ennesimo colpo all’immagine.
@matteotuccini
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