Il presidio
La staffetta divide ancora le contrade
Nessuna soluzione, ora tocca al consiglio della Pro Loco decidere se chiudere tutto e passrre al prossimo anno
QUERCETA. Doveva essere il giorno del chiarimento e della distensione fra le contrade del Palio. Invece martedì sera, nella riunione tra gli 8 presidenti e i vertici della Pro Loco di Querceta per trovare il modo di svolgere la staffetta 2015, quella che è venuta a mancare è stata proprio la coesione.
«Non siamo giunti ad una proposta condivisa, nonostante la volontà di tutti fosse quella di trovare una soluzione per correre la staffetta - spiega rammaricato il presidente Franco Burroni - per cui adesso, dato che la parola fine va scritta, la decisione spetterà al consiglio della Pro Loco. Approfitto per ringraziare tra l'altro il sindaco Ettore Neri che ha voluto essere presente all'incontro».
Dopo la riunione di martedì sera dunque, nella quale si è rimarcata la spaccatura tra le contrade, un invito è stato spedito a tutti i presidenti affinché facessero pervenire in forma privata all'ente organizzatore le proprie proposte volte a risolvere il "caso staffetta"; il consiglio Pro Loco poi, riunitosi in formula piena solo nella serata di ieri, ha valutato le varie posizioni pervenute per decidere una soluzione definitiva. «Devo essere sincero, sono rimasto deluso dalle contrade - si sfoga Burroni - pensavo che dopo il bel gesto di domenica dei nostri ragazzi, che hanno manifestato chiaramente l’intenzione di correre, indipendentemente dalle proteste e dalle divisioni tra fazioni, i presidenti fossero concordi nel proporre una soluzione comune che andasse oltre le polemiche dell'ultima settimana. Evidentemente non è stato possibile accantonarle per il bene del Palio, finendo per discutere infruttuosamente senza giungere ad una soluzione».
La decisione perciò è passata unicamente in mano alla Pro Loco che, come ha spiegato lo stesso Burroni, «si baserà sul rispetto del regolamento ufficiale della nostra staffetta. La mia proposta - dichiara poi - è quella di azzerare tutto e di chiedere alle contrade di ripresentare le liste degli otto staffettisti. Che - sottolinea - per quanto mi riguarda dovrebbero corrispondere unicamente ai criteri stabiliti dal nostro regolamento interno: chiunque potrà presentare qualunque atleta rientri in questi parametri».
Ad avere l'ultima parola però sarà infine l'intero consiglio della Pro Loco. Tra le contrade intanto continua a regnare il caos, nonostante l'obiettivo di tutti sia quello di correre in un modo o nell'altro la staffetta 2015.
«La mia proposta è quella di correre il 2 giugno - spiega Riccardo Giannelli (Ponte) - ma senza gli stranieri nelle liste: facciamo tutti un passo indietro per quest'anno, poi per il prossimo decideremo il da farsi». «Il 2 giugno è una buona data - ribadisce Giampiero Bocelli (Madonnina) - ma gli stranieri non sono il problema: toglierli metterebbe in grave difficoltà alcune contrade come la nostra che faticherebbero a chiudere l'organico. E poi a questo punto, se davvero rischiano delle sanzioni, si dovrebbero escludere tutti i tesserati Fidal».
Più deciso ancora è infine Dario Pucci (Cervia) che propone: «Corriamola il 26 aprile ammettendo anche gli stranieri: ovviamente alcune contrade dovranno trovarne altri, se quelli precedentemente contattati sono impegnati, ma si può fare. Se poi un atleta rischia sanzioni o squalifiche, spetta a lui scegliere se accettare o meno il rischio».
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