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Furto per noia all’Oviesse Arrestate due studentesse
Nascondevano 15 capi nelle borse: «Volevamo provare una emozione nuova» Tradite dalle placche antitaccheggio, i carabinieri le hanno bloccate all’uscita
VIAREGGIO. «Volevamo provare una emozione nuova». Fermate dai carabinieri appena uscite dall'Oviesse con una quindicina di capi di abbigliamento appena rubati nascosti nelle loro capienti borse, Ilenia Lari e Eleonora Mommo hanno provato a giustificarsi così dopo il furto messo a segno nel grande magazzino a due passi da piazza Mazzini. Entrambe ventenni, fisico mozzafiato, tutte e due studentesse universitarie di buona famiglia e senza alcun precedente penale alle spalle, speravano forse di concludere con una scarica di adrenalina la loro domenica pomeriggio evidentemente troppo monotona. Ma il desiderio di una ebrezza supplementare, stavolta, le ha tradite. O, meglio, l'ebrezza che hanno provato è stata di tutt'altro genere. Accompagnate in stato di arresto in caserma con l'accusa di furto in concorso, le due giovani hanno rischiato di trascorrere la notte in una camera di sicurezza e, il giorno successivo, di doversi presentare in un'aula di giustizia per essere processate per direttissima. Se la sono cavata solo grazie al fatto di essere entrambe incensurate. Così, dopo la convalida dell'arresto, sono state rilasciate. Anche se i genitori, prima sorpresi per il comportamento delle figlie e poi infuriati, non le hanno certo accolte a braccia aperte.
Per Ilenia ed Eleonora – residente a Camaiore la prima, della provincia di Massa Carrara la seconda – non è stata dunque una domenica come le altre. Forse annoiate delle solite vasche in Passeggiata, intorno alle 18 le due ragazze hanno deciso di fare quattro passi fra gli scaffali dell'Oviesse, il grande magazzino che si affaccia proprio sul lungomare di Viareggio. Solo loro sanno davvero se quando sono entrate avevano già in mente di trasformarsi per un pomeriggio in ladruncole. Fatto sta che, una volta all'interno, approfittando della confusione hanno deciso di rifarsi il guardaroba a costo zero.
Sperando di non essere notate, le due ragazze hanno fatto incetta di camicette, maglie, pantaloni, gonne e si sono rifugiate in uno dei tanti guardaroba del grande magazzino. E, dopo aver strappato una ad una le placche antitaccheggio, hanno stipato quindici capi di abbigliamento nelle loro borse. Nascondendo parte della refurtiva anche sotto i propri vestiti.
Ma i movimenti delle due ragazze non sono passati inosservati. La frenesia delle due ragazze che sono rimaste all'interno del negozio per quasi un'ora rovistando fra scaffali e appendiabiti – e forse anche la loro bellezza non ordinaria – ha infatti richiamato l'attenzione del personale di sorveglianza dell'Oviesse che ha tenuto sott'occhio la coppia fin quasi dall'inizio. Non solo. In uno dei camerini che Ilenia ed Eleonora hanno utilizzato per cambiarsi, le commesse hanno trovato un sacchetto con una dozzina di placche antitaccheggio. Così, prima ancora che le due studentesse uscissero dall'Oviesse, dal negozio è partita una telefonata al 112. E nel giro di pochi minuti una pattuglia del nucleo radiomobile si è piazzata fuori dall'uscita del negozio.
Quando le due ragazze hanno deciso che la loro domenica pomeriggio di shopping poteva dirsi conclusa, sono uscite dalla porta del negozio convinte di averla fatta franca. Giusto in tempo di tornare in Passeggiata, però, e sono state avvicinate da due carabinieri in divisa. A quel punto hanno capito di essere state scoperte e si sono rese conto di averla combinata davvero grossa. Ma ormai era troppo tardi per rimediate. E così sono state accompagnate in caserma, dove è scattato l'arresto e tutti gli adempimenti di rito. Compresa la telefonata alle rispettive famiglie per informare i genitori dell'impresa messa a segno dalle loro figlie.
Ilenia ed Eleonora, a quel punto, hanno ammesso tutto chiedendo scusa e dicendosi pronte a risarcire l'Oviesse per i vestiti rubati e danneggiati (valore: 284 euro). E giurando di non farlo mai più. Evitando l'onta supplementare di una notte in gattabuia e di un processo per direttissima. Ma di certo questa domenica a caccia di “emozioni nuove” non la dimenticheranno tanto facilmente.
@ClaVecoli
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