Il Tirreno

Versilia

Querceta: ovazioni per la contro-staffetta del Palio

Gabriele Buffoni
Querceta: ovazioni per la contro-staffetta del Palio

Le contrade del Palio dei Micci hanno corso fra la gente. Una risposta all’annullamento della gara per il rischio squalifiche di alcuni atleti

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QUERCETA. Querceta, Vaiana, Ranocchiaio, Cervia, Ripa, Marzocchino, Madonnina, Pozzi per poi ritornare in piazza Matteotti, dove tutto ha avuto inizio: non hanno saltato nemmeno una tappa i tanti atleti-contradaioli che domenica 12 alle 17.30 si sono radunati nella piazza principale della frazione per correre quella che da molti, travisando forse un po' quello che era il significato reale dell'iniziativa, è stata definita la "contro-staffetta". Ben più simile alla Stramicciata (che si celebrerà a breve nel territorio quercetano) che non alla competizione del Palio dei Micci di cui ha preso il posto, questa staffetta amichevole ha mietuto un successo che forse nemmeno i suoi organizzatori (che l'avevano proposta quasi come provocazione attraverso i social network) avrebbero potuto immaginarsi: piena di contradaioli in festa (i più armati di biciclette e motorini per seguire il codazzo di atleti lungo la corsa) era infatti piazza Matteotti, ma folti gruppi appartenenti a ciascuna contrada si sono piazzati nei punti nevralgici del percorso incitando e applaudendo i podisti che hanno voluto sfidare l'annullamento della staffetta ufficiale per dimostrare, arrivando anche a tagliare il traguardo tutti insieme uniti in un abbraccio collettivo, che i sacrifici dei contradaioli (che durante l'anno si sono allenati duramente per la gara) prevaricano qualunque polemica sia scoppiata nei giorni scorsi.

«Volevamo dare un segnale di distensione tra le contrade - commenta Luca Leonardi, podista della Quercia e uno degli ideatori insieme a Gabriele Salini (corridore del Ponte) dell'iniziativa - e il fatto che atleti di tutte e otto siano stati presenti è un chiaro segno che il messaggio che doveva passare è arrivato. Vediamo ora cosa verrà deciso martedì, ma siamo tutti fiduciosi: come abbiamo dimostrato, non desideriamo altro che correre e divertirci portando i colori della nostra contrada».

«Contro staffetta? La penso più come la vittoria degli atleti della staffetta - dichiara invece Salini - nei giorni scorsi alcune decisioni opinabili non ci hanno permesso di correre. Con questa corsa amichevole si è inviato un messaggio a chi deve prendere le decisioni: prima di tutto nel Palio siamo un gruppo di amici, la rivalità tra le contrade ci deve essere ma solo se è positiva e non ci si deve far male a vicenda. I contradaioli non vogliono questo e l'affluenza del pubblico che ci ha sostenuto lo dimostra». Plauso dunque anche da parte degli spettatori che hanno particolarmente gradito l'irriverenza dell'iniziativa e che si sono uniti di fatto ai giovani podisti nell'invitare Pro Loco e contrade (che in maggioranza - 5 contro 3 - giovedì 9 hanno votato per rimandare la corsa, ndr) a raggiungere quanto prima un accordo che permetta di svolgere la staffetta del Palio. «È stato un segno importante di appartenenza al mondo del Palio - dichiara l'assessore di Forte , ma anche contradaiolo del Ponte, Emanuele Tommasi - oltre che un messaggio chiaro di distensione. Si deve solo imparare da questi ragazzi che ci hanno dato prova di cosa sono il Palio e la sportività».

Il gesto di ieri però non fa dimenticare le polemiche. «Io e i miei compagni avremmo potuto lottare per la vittoria - dichiara Stefano Bascherini, podista del Leon d'Oro - e il fatto che non si sia disputata la gara mi ha dato molto fastidio. La vedo come una staffetta rubata, anche se si deciderà poi di disputarla: una cosa falsa a questo punto. Ho corso insieme ai miei amici e contradaioli: spero che le polemiche cessino, ma non credo che sarà così facile passare oltre».

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