Il Tirreno

Versilia

Viareggio, appello per una donna in fin di vita

Matteo Tuccini
La clinica Barbantini a Viareggio
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La clinica Barbantini a Viareggio

E' ricoverata alla clinica Barbantini. I familiari: "Non dimettetela, ha bisogno di assistenza". L’Asl: "Non scarichiamo nessuno, una proroga del ricovero è possibile"

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VIAREGGIO. È ricoverata in fin di vita alla clinica Barbantini di Bicchio. E i parenti temono che possa essere dimessa nonostante abbia bisogno di assistenza.

Per questo i familiari di un’anziana si rivolgono con una lettera al "Tirreno", chiedendo un intervento dell’Asl perché sia garantito il supporto della sanità pubblica in un caso così grave.

«Giunto alla clinica Barbantini e visitata la parente che è in fin di vita - scrive Rolando Balugani - il figlio mi riferiva che la madre fra alcuni giorni sarà dimessa, anche se ha bisogno di continua assistenza, poiché i pazienti in quella struttura non possono essere trattenuti più 15 giorni a prescindere dalle loro condizioni. Nell'apprendere tale notizia, che mi fatto rabbrividire, mi sono chiesto: è questa la tanto efficiente sanità toscana?».

In realtà, spiega l’Asl, il limite dei 15 giorni di permanenza in una struttura di cura cosiddetta “intermedia” - cioè di passaggio tra l’ospedale e il domicilio - è indicativo ma non tassativo. Sono ammesse deroghe, ma soprattutto è prioritario garantire la cosiddetta continuità assistenziale. Perché il paziente, in particolare se presenta necessità delicate e importanti, non può essere abbandonato.

«Ogni paziente ha una storia a sé - spiegano dall’azienda sanitaria - e quindi non può esistere un limite valido sempre per tutti. I 15 giorni devono, certamente, essere rispettati come indicazione ma non possono rappresentare un vincolo intangibile. Da questo punto di vista, pur senza conoscere né volersi esprimere sul caso specifico, è necessario valutare quali siano le esigenze del paziente e la possibilità di prevedere un prolungamento della permanenza della struttura».

«Esistono, ovviamente, altri tipi di servizi offerti - prosegue l’Asl - che possono essere garantiti: nel caso di un paziente terminale c’è l’hospice. Mentre per casi più lievi c’è la possibilità dell’assistenza domiciliare. È bene chiarire, comunque, che ogni volta che si presenta la necessità di aumentare il livello di assistenza, questa è la strada che viene scelta: nessun paziente viene scaricato in caso di bisogno».

Per ogni dubbio, l’Asl consiglia di rivolgersi al punto di continuità assistenziale all’ex ospedale Tabarracci di Viareggio (0584 6059205, 6059320) dove i sanitari possono fornire aiuti e indicazioni a chi avesse bisogno di aiuto per i propri familiari.

La casa di cura Barbantini ribadisce che "da sempre si impegna nel garantire la migliore presa in carico del paziente, assicurando le cure e le tutele necessarie per il rientro presso il proprio domicilio. Qualora le condizioni cliniche o sociali non lo dovessero consentire, vengono prontamente attivate in sinergia con i servizi ospedalieri e territoriali dell'Asl tutte le soluzioni necessarie per garantire la continuità assistenziale in sicurezza".

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