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Versilia

in tre a processo

Incidente sul lavoro, la parola alla difesa

VIAREGGIO. Udienza interlocutoria quella che si è svolta ieri in tribunale a Massa per l’incidente sul lavoro avvenuto nel 2008 nel cantiere Tecnomar. Incidente in cui un operaio perse tre dita, e...

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VIAREGGIO. Udienza interlocutoria quella che si è svolta ieri in tribunale a Massa per l’incidente sul lavoro avvenuto nel 2008 nel cantiere Tecnomar. Incidente in cui un operaio perse tre dita, e per cui sono finiti a processo gli allora referenti della Tecnomar (prima della vendita a Giovanni Costantino, attuale patron anche dei Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara): i fratelli viareggini Roberto e Maurizio Zappelli, e l’allora responsabile della sicurezza all’interno del cantiere, Alessandro Serra.

L’uomo si era tagliato di netto tre dita e subì poi due subamputazioni perdendo di fatto l’uso della mano destra. Dalla vicenda è nata un’inchiesta e poi un procedimento penale che appunto vede tre persone alla sbarra.

Ieri sono stati ascoltati i testi della difesa, che hanno confermato quanto già raccontato nelle precedenti deposizioni.

Nella scorsa udienza era stato sentito uno degli operai che, all’epoca dei fatti, lavoravano per terzi dentro alla Tecnomar: «L’ho visto uscire dalla falegnameria pieno di sangue - aveva detto - lo hanno portato in ospedale in macchina, poi sono arrivati i carabinieri». Era stato poi sentito il presidente del consiglio di amministrazione della Tecnomar, Roberto Zappelli: «Il giorno dell’incidente io e mio fratello stavamo andando a Genova - ha detto rispondendo alle domande del giudice - quando ci arrivò quella telefonata e tornammo subito indietro. Io andai in ospedale a trovare l'operaio ferito e mio fratello si recò in cantiere».

Per l’ascolto degli altri testimoni, tra cui quelli della pubblica accusa, il giudice ha deciso di rinviare la discussione al 31 luglio. Un’udienza che dovrà approfondire la vicenda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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