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Ex assessore si uccide nella "sua" Sant'Anna di Stazzema
Bruno Paolini, 57 anni, ex militante del Pci prima e del Pd poi, ha scelto uno dei luoghi a lui più cari per togliersi la vita
STAZZEMA. Si è tolto la vita in uno dei luoghi che amava di più e in cui si sentiva più a casa: Sant’Anna di Stazzema. Bruno Paolini andava spesso da quelle parti: un giro a Pietrasanta e una visita ai luoghi dell’eccidio. Lui, così legato alla Resistenza e alla storia locale, un passato a sinistra e ruoli importanti nell’amministrazione.
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Montignosino, nato a Cinquale nel 1958, aveva perso il padre in un incidente sul lavoro, quando lui era ancora ragazzino. Negli ultimi mesi si era trasferito a Massa, nella frazione di Ortola. Militante del Pci, nel 1989, nell’amministrazione guidata da Piero Sacchetti, a soli 31 anni, è stato assessore al bilancio. E proprio nell’89, dopo la svolta della Bolognina e il profilarsi di nuovi orizzonti politici, lui sostenne la tesi di Occhetto , in contrasto con la dirigenza locale del partito. Narciso Buffoni, al suo primo mandato, lo ha voluto nella sua giunta e gli ha affidato l’assessorato ai lavori pubblici. A Montignoso è stato segretario comunale del Pds. Ha aderito, seppure con minore passione politica, anche ai Ds e al Pd.
Piero Sacchetti lo ricorda con queste parole: «Un caro amico mi ha lasciato. Tra tutti i montignosini che ho incontrato e conosciuto, Bruno è stato il mio più grande amico. Pianterò nel mio giardino una piccola pianta in suo ricordo, cercherò di farla crescere sana e forte sperando che mi accompagni fino alla fine dei miei giorni, la memoria di Bruno sarà in lei e in me».
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