Gli imprenditori che contano scelgono la Versilia
Barilla, Lavazza, Pizzarotti ed Aspesi all’enoteca Marcucci Briatore, Sallusti e Santanchè al Twiga, Anna Falchi al Mondial
FORTE. Bella e statuaria. E comunque più simpatica dopo che ha lasciato Ricucci. Anna Falchi ha passato il weekend di Pasqua in Versilia. Ospite del Mondial di Tonfano, dove hanno voluto rispettare la privacy dell’attrice, insieme al fidanzato. Il patron del 4 stelle è Massimo Mallegni, ma non ha voluto nemmeno farsi un selfie con la protagonista di “Nel continente nero”.
Più sportivi, nel senso che maggiormente disposti a mettersi in posa i titolari del Twiga, rinnovato a 15 anni dall’apertura. Venerdì notte nel locale di Marina c’erano Flavio Briatore ma soprattutto Daniela Santanchè insieme al compagno Alessandro Sallusti, direttore del quotidiano il Giornale.
La Pasqua bagnata, si sa, spaventa il turismo low cost. I ricchi qualcosa da fare in Versilia lo trovano sempre. Magari aprire una bottiglia all’enoteca Marcucci. Fra gli ospiti di questi tre giorni lo stilista Paul Smith, il celebre stilista inglese che possiede casa in Versilia (ma l’indirizzo resta abbastanza misterioso). Ma da Marcucci c’era mezza imprenditoria italiana. A partire da Alberto Aspesi, titolare di un celebre marchio specializzato nei capospalla. Per proseguire con Marco Lavazza, il re dell’espresso italiano, Emanuela Barilla, Paolo Pizzarotti, il patron dell’impresa di costruzioni parmense che ha appena vinto l’appalto per la costruzione di una mega-stazione del metro a Parigi, sbaragliando la concorrenza. Tutti appassionati di vino. E anche produttori, come lo stesso Pizzarotti che produce sulle colline sopra Parma bollicine e lambrusco (ma anche vini fermi) con il marchio Monte delle Vigne.
Tanti personaggi anche alle Boe, il bar della spiaggia libera di Forte gestito da Roberto Santini del bagno Piero. Dopo la purga (parliamo di meteo) del giorno di Pasqua, ieri tutti hanno voluto mangiare in spiaggia. E così alle Boe avranno messo insieme almeno duecento coperti, con i tavolini fin sulla spiaggia.
L’assalto ai ristoranti ha avuto momenti quasi imbarazzanti. Parlare di tutto esaurito in certi casi è stato un eufemismo. «A mezzogiorno di Pasqua, già esaurito da giorni - racconta Michele Bartoli del Vignaccio di Santa Lucia - ho ricevuto due chiamate: uno voleva un tavolo da quindici e un altro da sette. A parte che eravamo pieni, mi chiedo dove ha trovato quindici posti in un ristorante in Versilia a quell’ora».
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