Italia
Centro Congressi, l’apertura del bagno viola la legge
È il parere deil Collegio dei revisori dei conti del Comune Il liquidatore: non intendo provocare danno erariale
VIAREGGIO. Stabilimento balneare aperto, da ieri, al Centro congressi “Principe di Piemonte”. Il liquidatore Riccardo Cima ha inviato comunicazione formale al commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, al sub commissario Mario Tommasino, al Collegio dei revisori dei conti del Comune e alla Procura regionale della Corte dei Conti: «Al fine di evitare danni erariali per il socio Comune di Viareggio, tutelando al massimo la “par condicio creditorum” e non aggravando al posizione debitoria della società ma anzi creando le condizioni per una maggiore realizzazione dell’attivo, è necessario procedere all’esercizio provvisorio della stagione balneare 2015». Con la condizione che al 30 settembre la struttura chiuda ed il personale sia mandato a casa.
Da ieri, dunque, terrazza e solarium agibile, lettini per la clientela e gestione delle prenotazioni per l’estate. Che potrebbe essere l’ultima della gestione pubblica o l’ultima in assoluto. Ma sulla scelta di Riccardo Cima grava quanto scrivono i revisori dei conti a proposito della società in liquidazione da cinque anni: «Svolge prevalentemente attività commerciale (gestione di stabilimento balneare) in violazione delle norme di legge vigenti». Per cui «il Collegio si è espresso ripetutamente circa la necessità di concludere la liquidazione». Nell’ultimo verbale del 30 marzo scorso Daniele Limberti (presidente), Claudio Pucci e Salvatore Suriano ribadiscono: «La società ha svolto per una parte un’attività che non poteva svolgere in quanto di rilevanza economica ed in concorrenza con l’economia privata. Mentre, per la parte relativa alla gestione del Palazzo dei congressi, ha svolto una funzione di interesse pubblico per le manifestazioni che si sono tenute, in una città ad alta valenza turistica». E, per concludere, la considerazione che: «Qualunque sia lo stato di conservazione temporaneo, per la vocazioni turistica di Viareggio, il Palazzo dei Congressi si ritiene non possa perdere la propria originaria destinazione pubblica».
Anche se su struttura e società incombono le scelte per il futuro, che lo stesso Cima sollecita al commissario prefettizio ma che sarà la politica a dover prendere non appena il nuovo sindaco si insedierà in Municipio. Scelte nel senso - scrive Cima - della «predisposizione del bando per la privatizzazione della società». Con vendita della struttura, pare di capire, visto che Riccardo Cima così ricorda: «Provvedendo ora alla comunicazione della cessazione dei rapporti di lavoro con decorrenza 30 settembre 2015 si renderebbe più appetibile la vendita della struttura sul mercato per l’assenza del peso della forza lavoro, come previsto dal Codice civile». Vedere la clientela scemare verso stabilimenti concorrenti, inoltre, avrebbe come effetto «un minore apprezzamento del valore in sede di bando di gara per la cessione».
Chiudere il Centro congressi all’inizio della stagione, così concludono le motivazioni di Cima a supporto della scelta di aprire l’attività, «determinerebbe un danno di immagine incalcolabile al turismo della città, in aggiunta i problemi di ordine pubblico nel caso in cui tale area diventasse una spiaggia libera».
All’inizio dell’anno (nel verbale del 19 gennaio) i revisori dei conti confermavano di pensarla in maniera assolutamente diverse in merito al proseguire dell’attività della Viareggio Versilia Congressi in liquidazione: «In presenza di alcuni comunicati stampa con i quali si è dato risalto ad iniziative a carattere culturale tenute presso i locali occupati dalla Viareggio Versilia Congressi Srl in liquidazione si chiede di conoscere se le notizie circa l’utilizzo dei locali per la manifestazione, se confermate, siano pertinenti e compatibili con lo stato di liquidazione. Ma anche lo stato di attuazione delle operazioni di liquidazione, nella specie, la data ultima entro cui la liquidazione può ritenersi conclusa».
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