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La tempesta in Versilia: dopo un mese lo stato di emergenza non c'è ancora
La prima stima dei danni ai privati è di 234 milioni di euro per l'intera provincia, oltre la metà in Versilia C’è ancora tempo per compilare le schede che serviranno ai risarcimenti
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FORTE DEI MARMI. Oltre 234 milioni di euro di danni ai privati, prevalentemente alle abitazioni (186 milioni) e alle aziende (16 milioni circa). Altri 28 milioni di euro a edifici e beni pubblici con cifre lievitate di giorno in giorno per far fronte alle emergenze in particolare sulle strade. Sono i numeri - ancora provvisori - del dopo tempesta nella provincia di Lucca. Ben più della metà di queste cifre riguardano imprese, cittadini e enti della Versilia dato che solo a Pietrasanta i danni subiti dai privati superano gli 84 milioni, a Forte dei Marmi i 40. Almeno 10 milioni il conto della tempesta per le imprese nel settore agricolo e florovivaistico. Numeri che poi sono vite, storie, problemi in gran parte ancora da risolvere. Numeri importanti: dalla compilazione delle schede per privati cittadini e imprese sarà possibile dare il via alle procedure di risarcimento. Le prime grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione (per i soli cittadini che hanno avuto case danneggiate, fino a 5mila euro con Isee non superiore a 36mila). Ma ci vorrà ancora tempo.
La scadenza per la presentazione delle schede danni era fissata per venerdì 3, ma praticamente tutti i Comuni hanno allungato i termini per venire incontro alla popolazione danneggiata: fino al 9 aprile a Pietrasanta, il 10 a Massarosa e Forte dei Marmi, il 20 a Viareggio. Nessuna proroga a Camaiore e nel resto del territorio della Versilia anche se saranno accettate anche schede in ritardo. Solo dopo la chiusura della conta dei danni sarà attivato il percorso di domanda, con relativa presentazione dell’Isee, per accedere agli aiuti regionali. E solo più tardi si saprà se il Consiglio dei Ministri concederà lo stato di emergenza nazionale indispensabile per consentire anche alle imprese di ottenere risarcimenti. Decisione rispetto alla quale la Provincia e i Comuni si dicono fiduciosi.
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In questa direzione vanno le richieste della provincia. Il presidente Stefano Baccelli, ha scritto al governo chiedendo aiuti per persone e imprese danneggiate ma anche risorse «che consentano agli enti preposti un rapido intervento relativo all'enorme impatto avuto nei confronti delle alberature site lungo i versanti dei corsi d'acqua collinari e montani del nostro territorio. Da alcuni primi sopralluoghi, infatti, molti dei compluvi ed i tratti in quota di alcuni torrenti risultano ingombri dal copioso materiale legnoso abbattutosi durante l'evento, che se non prontamente rimosso, potrebbero influire negativamente in caso di piogge intense, provocando possibili ostacoli ai corsi d'acqua e nei casi peggiori addirittura il trasporto a valle di tonnellate di materiale che travolgerebbe nel suo percorso infrastrutture ed edifici, come purtroppo nel nostro territorio abbiamo già avuto esperienza in passato».
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«Nei centri urbani - precisa l’assessore provinciale alle protezione civile e difesa del suolo, Diego Santi - sono state risolte tutte le criticità maggiori. Sono stati liberati dai tronchi anche i principali corsi d’acqua ma rimane da risolvere tutta la parte forestale: la nostra preoccupazione è relativa proprio alla grande quantità di alberi caduti sui versanti: questo legname è tutto lì, il fenomeno vastisismo, al momento non quantificato in termini di danni e difficilmente quantificabile». E il problema non è solo idrogeologico: «Non si tratta di temere solo che il legname con le piogge ostruisca i corsi d’acqua, ma anche che con un’estate secca questo materiale favorisca l’innescarsi di incendi».
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