Il presidio
Scientifico senza impianto antincendio
Il liceo è collegato a quello di Palazzo delle Muse. Che è rotto e non ha mai funzionato nonostante i numerosi incarichi esterni
VIAREGGIO. Il liceo Scientifico “Barsanti e Matteucci”, una delle scuole più frequentate della città, non ha l’impianto antincendio funzionante. E non l’ha mai avuto, da quel 2006 in cui i vigili del fuoco autorizzarono l’utilizzo di quello di Palazzo delle Muse, oggi sede di biblioteca, Galleria d’arte moderna e contemporanea, e Fondazione Carnevale (che trasloca). Perché - ci viene spiegato negli uffici dei lavori pubblici del Comune - «le pompe non funzionano e non hanno mai funzionato. Questa è una certezza».
Stesse parole per bocca dell’architetto della Provincia, Francesca Lazzari: «Le pompe di Palazzo delle Muse sono rotte. Abbiamo sollecitato il Comune ma non abbiamo avuto risposta. Vorrà dire che torneremo a scrivere...». Dunque, il sistema antincendio di una scuola pubblica da centinaia di alunni, in pieno centro città, è affidarsi alla fortuna o al segno della croce? «È così...», ammette Lazzeri abbassando lo sguardo.
«In realtà - precisa l’architetto Marta Gentili che per il Comune segue le sorti degli edifici pubblici, scuole comprese - il 30 ottobre scorso siamo noi ad avere scritto alla Provincia, informando che scollegavamo liceo e Palazzo delle Muse. Perché l’allacciamento non risulta supportato da verifiche di idoneità dell’impianto per entrambi i fabbricati».
Le pompe non funzionano, ma neppure il galleggiante della vasca dalla quale l’impianto deve prendere l’acqua in caso di incendio: «Acqua che in presenza di fiamme - aggiunge Gentili - è fondamentale». Affermazione che sembra un’ovvietà, ma non lo è in un edificio pubblico - Palazzo delle Muse - che non ha ancora l’agibilità. Tanto che il Comune è tornato in questi mesi a presentare domanda: «Ma dobbiamo fare alcuni interventi», aggiunge l’architetto Gentili. E qui la domanda diventa inevitabile, alla luce degli atti del Comune con i quali viene dato tutto per regolare così da giustificare incarichi esterni e relativi compensi, pressoché costanti nel tempo: «Ma allora, fino ad oggi, cosa è stato fatto?». «Secondo me niente», è la risposta dell’architetto.
Basta un "clic" nel sito del Comune per avere la certezza dei numerosi affidamenti pagati dalle amministrazioni che si sono succedute sul fronte della sicurezza degli edifici pubblici e di tutta la documentazione necessaria a norma di legge. Tra i nomi che ricorrono, quelli dell'ingegnere Francesco Vita (che dal Comune riceve 1.004.286,71 euro tra 2001 e 2008), dello Studio Sgrò, al quale va l'incarico per la stesura dei documenti di valutazione dei rischi di incendio per Villa Paolina, Villa Borbone, Museo della Marineria, Teatro Jenco, Palazzo delle Muse per 14.400 euro (nel 2007), dell’ingegnere Giovanni Ciancaglini, un altro dei capisaldi degli incarichi esterni (che nel giro di qualche anno riscuote 869.098,78 euro). Cifre ricostruite con dovizia di particolari nell’indagine dei carabinieri che ha toccato il settore dei lavori pubblici, diretto per decenni da Riccardo Raffaelli.
Qual è la condizione di palazzo delle Muse rispetto al Certificato di prevenzione incendi (Cpi) che lo stabile non ha e che è elemento fondante dell’agibilità lo spiegava bene Ciancaglini in una lettera al Comune datata 2 aprile 2012: «Se si vuole avere il Cpi per i piani realizzati, cioè il piano terra e il primo, a parte una messa a punto, qualche rilievo documentale e qualche collaudo (tutta materia per un professionista, non per le imprese) il secondo piano e il sottotetto devono essere liberi e non pericolosi. In pratica vuol dire liberare da persone, archivi, grandi quantità di materiale combustibili i piani secondo e sottotetti, rendendoli inaccessibili con transenne». Ed inoltre: «Il deposito libri esterno deve essere adeguato o liberato». Niente di tutto questo è stato fatto. In barba a quanto ricorda recentemente al Comune il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Mariano Tusa: «Tenere aperti luoghi pubblici "in carenza di Certificato prevenzioni incendi (Cpi) o Scia costituisce violazione alla normativa vigente perseguita penalmente».
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