Il Tirreno

Versilia

Abuso edilizio, chiesta l’assoluzione per Fonio

di Matteo Tuccini
Abuso edilizio, chiesta l’assoluzione per Fonio

Il costruttore è a processo per il recupero dell’ex calzaturificio Massarosa. La Procura ha chiesto la condanna a nove mesi degli altri quattro imputati

2 MINUTI DI LETTURA





MASSAROSA. Un’assoluzione e quattro condanne: è questa la richiesta fatta dalla Procura della Repubblica ai giudici del tribunale di Lucca, nel processo per il recupero dell’ex calzaturificio Massarosa in via Papa Giovanni XXIII (a due passi dagli uffici comunali). Un edificio acquistato a suo tempo dal colosso immobiliare Iffi, che vi realizzò 60 appartamenti. Poi sequestrati nel 2010 per presunti abusi edilizi dopo un’indagine della Forestale. Inchiesta che ha portato a un procedimento penale con cinque imputati, tutti accusati, appunto, di abuso edilizio. Nel frattempo gli appartamenti sono stati dissequestrati e, per quanto riguarda quelli ancora liberi (più della metà erano già stati venduti) rimessi sul mercato.

Per il costruttore Giacomo Fonio, titolare della Iffi, la Procura ha chiesto l’assoluzione. Nove mesi di condanna e un’ammenda è invece la richiesta per l’ex dirigente all’urbanistica del Comune di Massarosa Simone Pedonese (ora a Livorno), per il geometra comunale Marco Lippi, e per gli architetti e progettisti Luca Gabrielli e Spartaco Baratti.

La vicenda del sequestro fece scalpore, anche perché buona parte degli appartamenti erano già stati piazzati: una coppia tornò dal viaggio di nozze e si ritrovò senza casa. Un'operazione, quella dell’ex calzaturificio, da svariate decine di milioni di euro. Ma che per la Procura di Lucca - coadiuvata nelle indagini dal Corpo forestale dello Stato - fu commessa in maniera illecita. Con presunti abusi edilizi legati alle distanze tra confini, altezze e zone a verde. Accuse che portarono a un maxi-sequestro, nel marzo del 2010, dell’intera struttura.

Al termine delle indagini furono rinviati a giudizio nel 2012 il costruttore edile Fonio, come rappresentante della Iffi, gli architetti progettisti Gabrielli e Baratti, e i due dipendenti comunali Pedonese e Lippi.

Nel corso del processo sono stati ascoltati numerosi testimoni e consulenti del pubblico ministero, chiamati a far luce su una vicenda molto complicata dal punto di vista tecnico. Nel gennaio 2014 il tribunale ha disposto una perizia, affidata all’ingegner Valerio Cutini. E sulla base di questa perizia svolta dall’ingegner Cutini, oltre che sulle relazioni dei tecnici della Procura (che secondo i difensori hanno smontato buona parte delle accuse), gli avvocati difensori Graziano Maffei e Franco Frati hanno avanzato richiesta di dissequestro. Accolta nell’ottobre scorso dal tribunale col parere favorevole dei pm Antonio Mariotti ed Elena Leone. Ieri le richieste della Procura; l’8 maggio la sentenza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani