Chioschi, balletto di tecnici per il mercato del Piazzone
Esterni ed interni al Comune: i commercianti lo denunciarono già nel 2010 Nell’accusa degli inquirenti giro di incarichi per spartire il denaro pubblico
VIAREGGIO. L’ipotesi accusatoria alla quale giungono le indagini dei carabinieri di Lucca sembra uscita pari pari dalle imputazioni mossa, a livello nazionale, al sistema di appalti dell’inchiesta partita dai lavori del nodo dell’Alta velocità fiorentina: il Comune di Viareggio attraversato da «un presunto numero di persone, certamente superiore a tre, che con unità di intenti potrebbe operare in danno alla pubblica amministrazione, spartendo e distribuendo con modalità improprie, ossia illecite, il denaro pubblico. Approfittando degli strumenti di incentivazione e assegnazione di incarichi eseguibili internamente ed esternamente alla pubblica amministrazione». Un viaggio, quello degli inquirenti, tra pacchi di atti e numerose testimonianze di chi ha ritrovato il coraggio - grazie alla fiducia che i carabinieri hanno saputo infondere - di collaborare, di farsi avanti spontaneamente. A raccontare quanto ci si è tenuti dentro per lunghi anni segnati da un clima di omertà condito di minacce che oggi sono state messe nero su bianco.
Un viaggio che pone una domanda alla quale l’esito dell’inchiesta è chiamato a dare risposte: quali mai saranno «le reali, insuperabili motivazioni» per cui le amministrazioni comunali che si sono succedute non hanno utilizzato i quarantacinque tecnici in organico, scegliendo invece di moltiplicare il sistema degli incarichi esterni per milioni di euro, in alcuni casi senza avere in cambio ciò che era stato pagato?
Sono i primi giorni del febbraio 2010 quando, in un comunicato congiunto di Consorzio “Il Pellicano” e Libero comitato -a proposito del rifacimento dei chioschi di piazza Cavour, progettati con incarico esterno e mai realizzati - si legge: «Fin dall'inizio l'amministrazione comunale ha detto tutto ed il contrario di tutto. Si sono avvicendati tecnici esterni e dirigenti dell'ufficio tecnico e mai si è parlato di prospetti per il chiosco tipo o di spese. Un giorno è stato prospettato il ritorno al vecchio piano di recupero, esattamente il contrario del Piuss ».
È in questo clima che si arriva fino ad indire ed assegnare una gara che non vedrà un sasso mosso dallo storico Piazzone. Se la aggiudica la Quadrifoglio scavi, la stessa impresa che ha lavorato alla realizzazione del nuovo Mercato ittico così come lo vediamo oggi. E che si è avvalsa, per presentare le migliorie progettuali nella fase di partecipazione al bando, di un proprio progettista. E viene da chiedersi, soprattutto per quanto riguarda il Mercato ittico, come mai - avendo affidato progettazione e direzione dei lavori ad un esterno - l’amministrazione comunale avesse necessità di raccogliere e valutare anche le migliore dei progettisti delle imprese che si aggiudicavanoo poi gli appalti. Ma, soprattutto: chi avrebbe riprogettato l’opera per inserire le migliorie in questione?
Per quanto riguarda il mercato di piazza Cavour, il rifacimento dei chioschi alla fine esce dai lavori da realizzare con i fondi regionali Piuss con cofinanziamento del Comune. E fallisce anche il tentativo di richiesta di mutuo alla Cassa depositi e prestiti (per oltre tre milioni). Una delle peggiori vicende della storia dei lavori pubblici a Viareggio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google