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Caso Faruk, l’imprenditore si è costituito alla polizia
Pier Francesco De Vincenzi si è presentato al commissariato di Carpi, ha spiegato la sua verità ed è stato subito rilasciato: «Non ho sparato io all’auto»
MARINA DI PIETRASANTA. Si è presentato spontaneamente alla polizia Pier Francesco De Vincenzi, l'imprenditore di 57 anni originario di Cremona ma da qualche tempo residente in Versilia sospettato di aver sparato lunedì 23 alcuni colpi di pistola a scopo intimidatorio contro l'auto di Andrea Capitani, il commercialista di Viadana (in provincia di Mantova) con cui avrebbe dei conti in sospeso. De Vincenzi si è presentato al commissariato di polizia di Carpi accompagnato dal suo legale – l'avvocato Christian Frisella – nel pomeriggio di mercoledì raccontando la sua verità. E negando di essere stato lui ad aver sparato contro la macchina del commercialista mantovano. Al termine dell'interrogatorio Pier Francesco De Vincenzi è stato rilasciato ed è potuto tornare a casa senza alcun tipo di restrizione. Anche se, naturalmente, resta formalmente indagato per i reati di danneggiamento aggravato e porto abusivo di arma da fuoco.
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Alla polizia di Carpi l'imprenditore avrebbe spiegato di aver effettivamente incontrato Andrea Capitani la sera di lunedì nei pressi del casello autostradale di Modena Nord dell'Autostrada del sole per discutere di alcune posizioni debitorie, ma di non essere stato lui ad aver sparato contro la vettura come invece dichiarato dal commercialista di Viadana. E a sostegno delle sue dichiarazioni – secondo quanto spiegato dal suo legale – giocherebbero anche gli orari. L'incontro fra De Vincenzi e Capitani, infatti, sarebbe avvenuto circa un'ora e mezza prima della telefonata al 113 con la quale il commercialista ha dato l'allarme alla polizia.
Naturalmente le dichiarazioni spontanee rese dall'imprenditore agli agenti del commissariato di Carpi che lo hanno ascoltato devono essere attentamente vagliate dal pubblico ministero di Modena che si occupa del caso. Nel frattempo, però, i poliziotti hanno ufficialmente sottoposto a verbale di identificazione Pier Francesco De Vincenzi e lo hanno obbligato a sottostare ad uno specifico esame tecnico (lo stub, pronipote più sofisticato del vecchio “guanto di paraffina”) che serve per rilevare la presenza di residui di polvere da sparo sulle mani di una persona. I risultati dello stub saranno tuttavia disponibili soltanto fra qualche giorno, non appena i campioni saranno esaminati dalla scientifica. “Nei confronti del nostro assistito – ci tiene a sottolineare l'avvocato Christian Frisella – non ci sono stati provvedimenti restrittivi di alcun tipo e men che meno un arresto. Tanto è vero che è potuto tornarsene a casa senza problemi. Poi è chiaro che risulta indagato per danneggiamenti e porto abusivo di arma da fuoco, ma dopo quanto spontaneamente dichiarato alla polizia, la sua posizione si è fatta decisamente più chiara”.
L'avvocato Frisella nega anche che il suo cliente non si sia voluto far trovare. “E' venuto a conoscenza di quanto accaduto a Capitani solo attraverso i media e a quel punto si è presentato al commissariato di polizia di Carpi per spiegare la sua posizione”.
Il legale precisa inoltre che Pier Francesco De Vincenzi non è titolare né compare fra i soci della Safe, la società a responsabilità limitata che ha rilevato la gestione della discoteca Faruk di Marina di Pietrasanta, ma che nella srl è coinvolta la moglie del figlio.
Infine nega che, come invece dichiarato dal Capitani, esistano due assegni protestati di De Vincenzi che sarebbero stati all'origine del diverbio fra i due.
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