Il Tirreno

Versilia

Il mercato ittico nel mirino dei carabinieri

Donatella Francesconi
Il cantiere del nuovo mercato ittico a Viareggio
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Il cantiere del nuovo mercato ittico a Viareggio

Il Comune ha bloccato la gara e restituito l'opera alla Regione che l'ha finanziata. Gli inquirenti: progettazione piatto ricco per spartire montagne di denaro

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VIAREGGIO. È il grande “Gioco dell'Oca” delle opere pubbliche, tra grandi "incompiute", progetti completati ma per costruzioni oggi nel più totale abbandono, ed altri entrati ed usciti dal "libro dei sogni" dei finanziamenti regionali che non sono stati ottenuti ma il due per cento di progettazione è comunque stato pagato al terzo piano del Municipio. Per non parlare di quanto il "Tirreno" ha già dato conto, perché all'attenzione degli inquirenti in questi mesi: manutenzioni, prevenzione antincendio, messe a norma di edifici pubblici che al riscontro delle indagini risultano esistere solo sulla carta. Il tutto pagato con un vero e proprio fiume di denaro pubblico. L'esempio più eclatante, e più recente, è quel nuovo Mercato ittico, scheletro che si staglia contro il cielo in pieno porto: il Comune sta per passarlo alla Regione che lo ha finanziato ma non la ha visto completato dal 2011 ad oggi. «Ma cosa si prende la Regione - è la domanda che pone Niclo Vitelli, rappresentante dei pescatori -: il primo, il secondo, il terzo progetto? Perché quando l'opera è tornata nelle mani di Riccardo Raffaelli (siamo nell'amministrazione Betti, dopo la sfiducia all'assessore Laura Servetti che aveva passato la realizzazione dell'opera al settore mercati del Comune, ndr) c'è stata un'ulteriore modifica al progetto, affidata all'architetto Francesco Tomassi, che ha portato a saltare a pie' pari il disciplinare di gara dei lavori da completare messo a punto dall'ufficio mercati. Come e per cosa si impegna oggi la Regione?».


Le indagini. La risposta è a portata di mano: per vederci chiaro basta seguire il filo rosso di quanto trapela dalle indagini dei carabinieri, tenendo sullo sfondo il quadro che traccia il Mef in materia di costi della progettazione, incarichi esterni e convenzione con la Viareggio Patrimonio, in base alla quale gli uffici dei lavori pubblici per anni sono risultati così oberati da dover pagare fior di milioni di incarichi a professionisti esterni all'amministrazione.
La formula magica per progettare e riprogettare è sempre la stessa: «Il progetto necessita, per esigenze sopravvenute non preventivabili in fase di redazione di quello originario, di essere rivisitato per la progettazione esecutiva degli impianti e per la progettazione esecutiva di opere a livello edile e strutturale». Di cosa si tratta, nel caso dell’Ittico, lo ricostruiscono le indagini che hanno raccolto atti e testimonianze dei i tanti che hanno trovato il coraggio per farsi avanti e parlare, grazie al clima di fiducia e speranza che il lavoro sul campo degli inquirenti (già sottolineato nell'ordinanza del Gip Dal Torrione che ha portato all'arresto dell'ex nostromo del porto), hanno saputo creare.

La macchina del ghiaccio. Bisogna adeguare gli spazi del nuovo mercato alla macchina del ghiaccio che si trova nella attuale struttura. E le cui dimensioni - così le testimonianze raccolte - «erano note dal marzo 2010». E la stessa relazione generale delle opere di completamento a firma del'architetto Tomassi, quella relativa al supplemento di progettazione datato 2014, ammette le “blindate” condizioni di partenza: «Per trasferire e collocare all'interno del nuovo mercato la macchina del ghiaccio esistente, acquistata con l'obbligo di trasferire nel nuovo edificio, pena la perdita e la restituzione del finanziamento regionale, occorre - data la sua stessa altezza - realizzare un doppio volume». La conclusione di chi indaga è inevitabile: «Non può certamente intendersi un lavoro imprevedibile e sopraggiunto». Se mai ve ne fosse bisogno, Niclo Vitelli racconta: «Durante l'amministrazione Lunardini ai Tavoli blu in Provincia era presente il Comune. E gli Enti concordarono gli acquisti dei macchinari per il vecchio mercato con l'obiettivo di trasferirli nel nuovo».

La Rsa del Tabaracci. È appunto l'estate 2014 quando Salvatore Santoro, all’epoca ragioniere capo del Comune, in una riunione di fuoco con l'amministrazione Betti dichiara di essere pronto ad informare la Procura della richiesta, che non intende avallare, di ulteriori pagamenti a Tomassi. La conclusione degli inquirenti rimanda tristemente ai meccanismi ben collaudati del quadro nazionale che va emergendo in questi giorni: «Non si trovano tracce di confortante liceità nella volontà di consegna del denaro all'ingegner Tomassi». Lo stesso - approfondiscono i carabinieri - che ha progettato la Rsa di Asp all'ex ospedale Tabarracci. Lavori nei quali - ad un certo punto - spunta il solito «inaspettato adeguamento» che, nel caso specifico, è la progettazione strutturale delle norme sismiche, particolare da niente per chi si accinge a costruire.

Planimetrie annullate. Ma c'è di più. Nei fascicoli relativi al mercato ittico è presente un pacco di planimetrie che porta la dicitura "tavole annullate". Sono dell'ottobre 2007, a firma del gruppo di lavoro di progettisti comunali guidati dallo storico dirigente dei lavori pubblici, Riccardo Raffaelli. Un mese dopo, nel novembre 2007, le stesse planimetrie compaiono nel faldone custodito in Municipio a firma dell'architetto Tomassi, incaricato progettista (esterno) della nuova struttura.

Progettazione, piatto ricco. Le indagini dei carabinieri, che è facile immaginare ben più ricche e approfondite di questi elementi di cui il "Tirreno" è venuto a conoscenza, mettono in evidenza un vero e proprio ricorrere delle stesse modalità di azione. Finalizzato - è la conclusione alla quale arriva chi indaga - alla «spartizione e distribuzione con modalità illecite del denaro pubblico» messe a punto da una "rete" in violazione del dettato normativo che si può così sintetizzare: «Il fulcro od il principio che delinea il confine tra incentivazione interna e limitazione delle assegnazioni esterne di progettazione è dettato dalla "ratio" secondo cui l'incentivo alla progettazione ha lo scopo di valorizzare il personale interno alle amministrazioni e preservare le finanze pubbliche». Personale interno che al Comune di Viareggio certo non è mancato, avendo in dotazione 45 tecnici in organico tra ingegneri (5), architetti (8) e geometri (32). Nonostante queste vera e propria "corazzata", nello scorrere di cifre, incarichi, nomi, gli inquirenti arrivano a mettere nero su bianco: «Il sistema della progettazione eseguita in favore di tecnici interni e gli incarichi assegnati a titolo di favore ai professionisti stessi sembrerebbero scissi in opere pubbliche diverse tra loto. Ma basta poco, all'occhio attento di chi è abituato a maneggiare con gli strumenti della legge i comportamenti della pubblica amministrazione per affermare che - invece - il metodo della progettazione miste (tecnici esterni ed interni) sarebbe una costante necessaria alla speculazione illecita». Il "pacchetto Ittico" che la Regione si va a prendere oggi è fatto di tutto questo.

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