L'ex sindaco di Viareggio indagato per lo scontro con l'ex assessore
Il pm Fabio Origlio ha concluso le indagini a carico di Leonardo Betti, inquisito perché avrebbe tentato di costringere "mediante minaccia" l’ex assessore Laura Servetti a cessare i commenti pubblici sull’allontanamento dalla giunta
VIAREGGIO. La Procura di Lucca (pm Fabio Origlio) ha concluso le indagini a carico dell’ex sindaco di Viareggio, Leonardo Betti, inquisito per tentata violenza privata (articoli 56 e 610 del codice penale) nei confronti del suo ex assessore Laura Servetti. All'ex sindaco è stato notificato l'atto di conclusione delle indagini (ma non c'è stata alcuna richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm, come riportato in una prima versione di questo articolo).
Secondo l'ipotesi di reato al vaglio di Origlio, Betti avrebbe compiuto «atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere mediante minaccia Laura Servetti, alla quale pochi giorni prima era stato revocato l’incarico a causa di forti contrasti politico-amministrativi insorti nella Giunta, a far cessare sulla stampa locale e sui social network i commenti della stessa Servetti sui vari motivi che avevano indotto Betti a revocare il mandato ad alcuni assessori».
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La cosiddetta vicenda “poteri forti” che ha visto la sfiducia di Betti oltre che a Servetti, anche a Gloria Puccetti e Alessandro Augier, esce dalle carte delle inchieste della polizia giudiziaria e approda alla pubblica attenzione (oltre che a quella del Tribunale di Lucca) con le parole di Fabio Origlio che non lasciano dubbi sugli intrecci che si consumarono all’epoca nel Palazzo comunale viareggino.
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Laura Servetti era stato l’assessore che aveva portato ad approvare la nuova organizzazione dei dirigenti comunali. Nuova organizzazione che aveva smantellato un settore dei lavori pubblici, diretto da Riccardo Raffaelli, del quale la stessa ispezione del ministero dell’economia (oggi oggetto di un’indagine della Procura di Lucca) aveva messo in luce le storture, a cominciare dal costante ricorso agli incarichi esterni.
Il fascicolo aperto a carico di Betti dal pubblico ministero della procura della repubblica di Lucca nasce dalle indagini condotte dal Nucleo ispettivo dei carabinieri di Lucca dopo la denuncia di Laura Servetti in merito ad una telefonata che - si legge nell’avviso di conclusione delle indagini - conteneva «riferimenti allusivi minacciosi a non meglio specificate irregolarità nello svolgimento di un concorso pubblico a Massa (in realtà era Carrara) al quale aveva partecipato il marito di Servetti, lasciando intendere che se la stessa avesse proseguito nella sua condotta egli avrebbe propagato le notizie relative a tale concorso con pregiudizio della reputazione del marito». Il quale - ricorda Servetti - all’orale decise di non partecipare.
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Ma il “top” si tocca quando l’ex assessore scrive su Facebook “sono chiare a tutti le motivazioni della mia sostituzione...”. Leonardo Betti, ancora sindaco, chiama Servetti «e con parole fortemente allusive» dice che “sarebbe meglio interrompere queste paginate sul giornale, hai capito? (...) è bene stare tranquilli...”. Con tanto di riferimento ad un «sottosegretario» in possesso di informazioni che a Servetti avrebbero potuto nuocere e che lo stesso Leonardo Betti avrebbe potuto rivelare.
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