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Versilia

L’indagine: servizi ridotti ma il costo rimane lo stesso

L’indagine: servizi ridotti ma il costo rimane lo stesso

L’esempio del porta a porta nella relazione dei tecnici incaricati dall’amministrazione Il sindaco ha trattato oltre un mese con l’azienda dei rifiuti ma senza accordo

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CAMAIORE. Rileva il «fallimento della scelta operativa del gestore (Sea, ndr)» in materia di raccolta porta a porta la relazione esito dell’indagine condotta da Massimiliano Strata per l’amministrazione del sindaco Alessandro Del Dotto. Un servizio che «poteva anche essere realizzato ma a costo zero per l’amministrazione e che ha invece avuto un costo annuo di 361.200 euro nel 2009 fino a raggiungere quello di 410.262 nel 2012 (49.000 euro in più in tre anni, importo superiore all’incremento Istat». Quando, poi, nel 2013 l’amministrazione comunale chiede meno passaggi (da sette a cinque) ed il costo si abbassa a 365.139 euro, il risultato - scrive Strata - «dimostra l’incongrua variazione del prezzo operata dal gestore che, pur risparmiando sui costi del servizio, ha fatturato all’amministrazione comunale un prezzo simili a quello del servizio originale con sette passaggi settimanali». Un bel rebus, non c’è che dire...

Le contestazioni del Comune sono state oggetto di un ripetuto confronto, nell’ultimo mese, tra amministrazione comunale e azienda del rifiuti. In ballo c’è una cifra che varia tra un milione e seicentomila euro e due milioni di servizi pagati e non effettuati. Un confronto nel corso del quale il primo cittadino ha ripetutamente chiesto ai rappresentanti di Sea di portare sul tavolo la propria documentazione, comprensiva - se l’avessero avuta - anche di eventuali mancanza da parte del Comune stesso.

Ma in discussione non c’era solo il passato, per quanto di peso, ma anche il presente. L’amministrazione è alle prese con il bilancio da chiudere, comprensivo del nuovo contratto con Sea. Che Del Dotto e di suoi assessori avevano chiesto di “scontare” della quota di servizi non effettuati e già pagati. Le riposte - è la storia degli ultimi giorni - sono state tali, nel giudizio del Comune, da non poter chiudere alcuna trattativa. E da fare valutare all’amministrazione Del Dotto se continuare il rapporto con l’azienda dei rifiuti che opera su Camaiore e Viareggio e che ha per soci pubblici entrambi i Comuni.

Del Dotto non commenta più di tanto quanto sta accadendo dopo che è diventato di pubblico dominio quanto l’indagine dell’amministrazione ha portato a contestare a Sea: «Certo è - questo il sindaco ci tiene a puntualizzarlo - che arrivati a questo punto non arretreremo di un millimetro». Ed è questione di denaro, perché sono i soldi dei cittadini, ma anche di nuovi rapporti che Del Dotto vuole instaurare con le aziende partecipate, Sea prima di tutti: «Non ci sto più al gioco dei tre bicchieri e della pallina, che qualcuno conduce volendo farmi indovinare dov’è la pallina che gestisce lui...Non devo indovinare niente e ora lo dico io dov’è la pallina, perché quella pallina è mia...». Il Comune socio di Sea, insomma, vuole contare, controllare, incidere nelle scelte che fissano servizi e costi per i cittadini. C’è un vento nuovo che soffia in Versilia, dal porto di Viareggio e le sue inchieste all’impenetrabile mondo dei rifiuti.

Donatella Francesconi

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