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Gabrielli in Versilia ma non per l’emergenza
Dal capo della protezione civile nessuna certezza sulle risorse allo Stato per la calamità naturale
SERAVEZZA. Se il capo della Protezione civile Gabrielli viene in Versilia – a pochi giorni dalla tempesta di vento - ti immagini che sia impossibile non parlare della calamità naturale. E invece le migliaia di alberi abbattuti, i danni ai Comuni, alle imprese e ai cittadini, sono rimasti in sordina. Giusto uno scambio veloce di battute tra Gabrielli e i sindaci presenti a Querceta e Forte dove si è svolta la commemorazione dei 10 anni dalla morte dei due piloti del canadair, alla quale il numero uno della Protezione civile era invitato.
Dunque poche parole sulla calamità, perché in realtà pare non ci fosse molto da dire. Gabrielli ha solo spiegato ai sindaci come funziona la procedura che potrebbe portare lo Stato a risarcire prima il pubblico e poi il privato. Ma sono proprio i privati - quelli più danneggiati - che rischiano di rimanere fuori. Un esempio: sulle ultime 30 calamità nazionali (dalla fine 2012) il Consiglio dei Ministri ha trovato le risorse economiche per i privati soltanto per il terremoto della Lunigiana e Garfagnana.
Gabrielli è arrivato in mattinata da Forte dei Marmi insieme al sindaco Umberto Buratti, poi fino a Querceta anche con Ettore Neri. Finita la cerimonia, alle 13, ha fatto un saluto a tutti, e via. «Gabrielli, che già aveva avuto modo di sorvolare le zone colpite lo scorso 6 marzo, ha avuto modo di vedere alcune zone colpite anche da terra – fa sapere l’ufficio stampa del numero uno della protezione civile - Soprattutto, ha avuto modo di parlare con alcuni sindaci e rappresentanti dei Comuni coinvolti». L’assessore alla Protezione civile di Stazzema, Egidio Pelagatti, era presente. «Pur non essendo il contesto – spiega Pelagatti - abbiamo posto a Gabrielli un paio di domande. Lui ha detto che attualmente sta aspettando il resoconto della Regione sulla conta dei danni». Dopodiché verrà stabilito (in base al danno economico) se fronteggerà questa calamità la Toscana o dovrà intervenire (probabilmente sì) anche lo Stato. Una volta che la Regione avrà trasmesso al «Dipartimento nazionale tutta la documentazione - scrive in una nota lo staff di Gabrilelli- affinchè il Dipartimento stesso, nel più breve tempo possibile, possa completare l’istruttoria e verificare se ci sono i presupposti per portare la richiesta di dichiarazione di stato di emergenza al Consiglio dei Ministri». Questo sarà il «luogo nel quale si dovranno individuare anche le risorse da destinare alla cosiddetta prima fase, ovvero per coprire le voci di assistenza alla popolazione e le somme urgenze sostenute dal pubblico». Altra storia invece per i danni a privati e imprese: «tutto dipenderà, in una seconda fase, dalle disponibilità economiche, anche in quel caso individuate dal Consiglio dei Ministri».
Tiziano Baldi Galleni
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