Viareggio porto: in vista della Pasqua rischio sciopero
VIAREGGIO. Se non arriveranno risposte chiare sul futuro della Viareggio porto, il primo week end di Pasqua potrebbe vede il porto attraversato dalla protesta dei dipendenti. La società è in...
VIAREGGIO. Se non arriveranno risposte chiare sul futuro della Viareggio porto, il primo week end di Pasqua potrebbe vede il porto attraversato dalla protesta dei dipendenti. La società è in fallimento, ed il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo ha appena sostituito il liquidatore Arabella Ventura con Eduardo Falzone. Ma risposte per i lavoratori e la città ancora non ne sono arrivate. Sindacato e dipendenti, spiegano i rappresentanti sindacali insieme a Massimilaino Bindocci, responsabile Cgil Versilia, e Daniela Ricchetti (Filcams-Cgil), «chiedono che in primo luogo si faccia quanto possibile per scongiurare il fallimento, valutando in tutti i modi la possibilità di sostenere con successo il concordato, e tenendo conto che il patrimonio della società - comprendendo le concessioni (la Madonnina con 600 posti barca, il Triangolino, il porticciolo di Torre del Lago, le banchine "Ceina" e Antonini)- dovrebbe essere superiore ai debiti, per lo meno da quanto si apprende, verificando poi anche bene alcuni debiti quanto siano attuali». Poi, continua la Cgil, «occorre una grande trasparenza nella comunicazione dei debiti e della situazione patrimoniale. Crediamo, inoltre, che debba essere mantenuta la continuità dell'attività e che le concessioni debbano rimanere in mano pubblica, cosicché in caso di eventuali acquisizioni, passaggi o nuove assegnazioni sia l'interesse pubblico a determinare regole, condizioni e criteri. Altra cosa fondamentale è che in questi passaggi vengano mantenuti i livelli occupazionali ed anzi vengano create le condizioni per favorire lo sviluppo».
La situazione attuale è così descritta: «Ci sono giacenti diverse domande di assegnazioni che, se evase velocemente, potrebbero portare molte risorse. Inoltre l'attività è fortemente in difficoltà perché mancano le strutture essenziali per lavorare ed addirittura in alcuni pontili in questi giorni non c'è energia elettrica per le bollette insolute. A fine maggio scadono due contratti a tempo determinato su cui abbiamo segnalato irregolarità chiedendo di sanarli: le risposte negative fino ad oggi ci costringono ad aprire dei contenziosi i cui costi sono a nostro giudizio evitabili». (d.f.)
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