Il Tirreno

Versilia

Addio a Grazia Benigni la segretaria dei sindaci

di Donatella Francesconi
Addio a Grazia Benigni la segretaria dei sindaci

Lutto in municipio per la dipendente comunale stroncata da una malattia Palestini: svolgeva il suo lavoro con grande serietà, discrezione e impegno

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. “Grazietta ha smesso di soffrire”: sabato inizia così, che si sapeva ma non ci si vuole mai pensare. Grazia Benigni, cinquantotto anni, dipendente comunale, per anni nella segreteria dei sindaci che si sono succeduti alla guida dell’amministrazione comunale (tra i tanti Marco Marcucci e lo stesso Leonardo Betti), è morta stroncata da una malattia che se l'è portata via in una manciata di mesi.

Gentile, sorridente ed impeccabile nel vestire: sono le immagini che rimangono di Grazia in chiunque l’abbia conosciuta. Attenta alla moda, non necessariamente quella del momento ma sempre e comunque la sua, personalizzata con quel tocco di “francese” che a lei - minuta dagli occhi grandi - stava così bene e rimandava, appunto, alle attrici o alle cantanti d’Oltralpe.

«Io sono forte, lo sai…»: il dolore non era ancora quello fisico che l’avrebbe uccisa, ma quello che alle volte la vita porta, inaspettato, in altre questioni e ti sembra che non potrai farcela. Sono le ultime parole che chi scrive ha avuto modo di scambiare con “Grazietta”. Forte anche quando le scelte della politica portano a spostare i dipendenti: non c’è ufficio nel quale i cittadini (ed i cronisti) non abbiano incrociato Grazia disponibile e sorridente.

Con lei era facile familiarizzare, scambiare un pensiero, un punto di vista sul mondo. E c’era sempre, nelle sue parole, quella partecipazione agli altri che la rendeva speciale, perché non faceva mai mancare un “come stai?” che non aveva niente di formale.

«Grazia ha iniziato alla segreteria del sindaco con me», ricorda Andrea Palestini, sindaco di Viareggio nel 1993 - e si è caratterizzata subito per una grande serietà, discrezione ed impegno nel lavoro. Dimostrando di essere proprio adatta al ruolo delicato che era stata chiamata a ricoprire. È con profondo dispiacere che le dò l’addio nel giorno della sua prematura scomparsa».

Grazia lascia i figli Giulio e Federico ed il marito Maurizio. Non ci saranno funerali, ma soltanto un saluto nella sua abitazione a Torre del Lago, in via San Giuseppe 39.

Alla famiglia si stringono i colleghi della attuale segreteria del commissario prefettizio che a lungo hanno lavorato con Grazia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino