Il Tirreno

Versilia

Porto, guerra all’ultimo spazio

di Donatella Francesconi
Porto, guerra all’ultimo spazio

Morelli (Authority): cantieristica, diportismo e pesca possono convivere solo rinunciando a qualcosa

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VIAREGGIO. Un convegno sul porto, il suo futuro, il lavoro che rischia di non esserci più, e la sensazione - netta - che ciascuno ascolti solo se stesso. Un’iniziativa, quella organizzata ieri dalla Fiom-Cgil, che ha riunito tutti gli Enti (Comune assente, nonostante la presenza annunciata del commissario prefettizio Romeo) e molte voci, ma dalla quale - e si è ben notato - è scomparso il tema della legalità e delle regole da far rispettare quando si maneggia il demanio, che è bene di tutto. Come se nell’ultimo anno e mezzo non fosse accaduto niente: nessuna inchiesta della Procura, nessun arresto, e nemmeno le indagini della Procura della Corte dei Conti sulle banchine gestite dal Comune. E neppure quella «indagine approfondita sul “campo” » da parte dei carabinieri - come scrive il Gip Alessandro Dal Torrione - che ha creato «la singolarissima se non unica circostanza, mai verificatasi negli ultimi anni almeno in questo circondario» che i malumori siano emersi e qualcuno si sia deciso a parlare/confessare.

Eppure si torna a parlare di spazi in porto, argomento centrale: «È necessario - interviene così Mauro Rossi, segretario della Fiom provinciale - che l’Autorità portuale faccia un aggiornamento delle aree portuali. Perché ci sono aree completamente dismesse e c’è chi, invece, vuole investire. Quindi bisogna individuare con chiarezza qual è il ruolo che può avere e svolgere l’Ente pubblico».

La Darsena ed i suoi mille aspetti continuano ad essere il “parco giochi” degli appetiti presenti e futuri. A cominciare dalle concessioni della Viareggio Porto, che ciascuno dei soggetti interessati sta cercando di tirare dalla propria parte: «Quelle concessioni - continua Rossi - devono tornare al soggetto pubblico e non al curatore fallimentare, per essere riassegnate».

Di concessioni si torna a parlare nel Comitato portuale fissato per il 19 marzo: c’è il nuovo Regolamento da approvare e alla riunione partecipa anche la Commissione consultiva dell’Authority che ha consegnato le proprie osservazioni.

Intervenendo al convegno, il segretario dell’Autorità portuale, Fabrizio Morelli, ha annunciato una serie di scadenze: una giornata, prima dell’estate, sulla variante al Piano regolatore portuale ed entro la fine di questo mese l’approvazione del progetto preliminare dell’impianto di sabbiodotto, presentato in pubblico ormai un anno fa e per il quale «inizia la il percorso di verifica dell’impatto ambientale con la Provincia che è l’Ente competente». Al massimo per maggio - è la previsione di Morelli - il progetto del nuovo sabbiodotto approderà in Comitato portuale.

Per quanto riguarda il Piano regolatore, Morelli pare già essersi fatto un’idea di dove si andrà a parare: «Non è facile coniugare le tre anime del porto, che sono cantieristica, diportismo nautico e pesca. Sarà necessario trovare un punto di convergenza tra i singoli interessi che dovranno cedere qualcosa, ciascuno, per ottimizzare gli spazi».

Tra i progetti in definizione - ha ricordato Morelli - la realizzazione della banchina commerciale «con un’attenzione rivolta al settore croceristico». Un “tasto” che “scalda” Vincenzo Poerio (Navigo): «Ma a che serve la banchina commerciale a Viareggio che non c’è fondale neppure per gli yacht?!». Bella domanda...A far fermare a largo i giganti del mare e sbarcare i passeggeri fino al deserto del Triangolino, con vista sul nulla...

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