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«I pini ben potati sono rimasti in piedi»
La denuncia di un giardiniere che ha in cura molte ville a Forte: «Ma tagliare le chiome costa»
FORTE. E se si potesse dire che il disastro in parte poteva essere evitato? Chi sostiene questa tesi è un professionista del settore, Giacomo Puccetti, uno dei tanti giardinieri che in questi giorni sta facendo le ore piccole. Per togliere di mezzo i pini abbattuti dal vento, e in particolari quelli delle ville di Forte . L’analisi che fa questo giardiniere – che ha un’impresa per conto proprio – è molto semplice. «Guardando i pini caduti emerge con evidenza che quelli sradicati dal vento sono quelli che non sono stati potati – ci spiega. Su circa 50 pini che abbiamo in cura, la metà erano ben potati, e sono rimasti in piedi; gli altri non lo erano e infatti sono caduti. Mercoledì avevamo iniziato questo intervento su tre pini di una villa in via Agnelli a Forte. Uno era stato potato, e gli altri non abbiamo fatto in tempo: questi sono stati strappati dal vento».
Dunque il problema starebbe nell'alleggerimento della chioma. «Avremmo evitato circa il 90% degli alberi caduti» prosegue Puccetti. Ma fare un’ottima potatura costa circa 300 euro. E non tutti sono disposti a spendere questa cifra per ogni pino, ogni due o tre anni. Nonostante si stia parlando di una delle zone residenziali più ricche d’Italia. «Noi consigliamo ai nostri clienti di fare questo tipo di manutenzione. E in un caso il nostro cliente ha segnalato al Comune la pericolosità di alcuni pini del vicino, proprio perché la chioma era troppo grossa. Il comune non ha preso provvedimenti e i pini oggi sono sulla casa di questo signore». E il problema riguarderebbe i famosi pini della Versiliana. «Quei pini erano malridotti, alti e con chiome giganti. Capisco che è un costo enorme, ma era inevitabile. I nostri sono pini domestici fatti in serra, e non hanno la radice centrale che gli permette di arpionarsi bene a terra come hanno invece i pini selvatici. Ovvero il pino marittimo che più difficilmente si spacca. Hanno solo radici superficiali». La soluzione è quindi una potatura, ma fatta bene. Cioè un buon alleggerimento nel cuore della chioma, lasciando i rami all’esterno a cerchio. Altrimenti la chioma funge da ombrello e il vento, da sotto, alza questi lunghi arbusti più facilmente. Anche i cipressi caduti – secondo il giardiniere – come quelli nel cimitero di Querceta è per via del fatto che sono pesantissimi, alti, e mai stati sfoltiti»
Tiziano Baldi Galleni
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