Il Tirreno

Versilia

IL COMMENTO

Tempesta in Versilia, dopo la paura la speranza

di Alessandro Del Dotto

Il sindaco di Camaiore e presidente dell'Unione dei Comuni della Versilia racconta le ore drammatiche vissute dal territorio

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CAMAIORE. Ho impresse nella mente le immagini degli alberi che ci cadevano accanto mentre eravamo in giro sulle strade nel buio. Ho stampate in testa le facce incredule di chi si ritrova, di colpo, senza telefoni, luce, acqua corrente. Ma ho anche in memoria gli occhi appena bagnati dalla paura che si sono trasformati in mani che hanno portato motoseghe e carriole. La paura e i danni lasciano il posto alla desolazione, ai conti, alla burocrazia dei censimenti, alla riattivazione dei servizi pubblici essenziali, e lascia il posto alla speranza che i piedi di Rossi - che hanno calpestato i km di strade e luoghi pieni di tronchi segati, piante cadute e gente a risistemare i tetti delle proprie case - e la sensibilità del Governo forniscano risposte concrete e giuste ai reali bisogni dei nostri Comuni.

Camaiore è la sintesi dei problemi di quella Versilia che ha perso i parchi storici (la Versiliana), i tetti e giardini delle case (a Forte dei Marmi), i boschi e l'elettricità (a Stazzema e Seravezza) e le aziende (dall'agricoltura al marmo). Camaiore ha 340 km di strade comunali, 150 km di strade vicinali, 21 km di strade provinciali e regionali, 5 km di Aurelia e 4 km di autostrada: oltre il 70% è stata oggetto interruzione per caduta di alberi (alle 5 del mattino, il capoluogo era isolato dal mondo; ad oggi, di queste colpite, l'85% sono riaperte e le restanti saranno ripristinate entro le prossime ore), oltre l'80% hanno danni estesi alla segnaletica stradale verticale. Gli abitanti colpiti, su 32mila, sono stati quasi 20mila: disagi per anziani, malati e bambini dove ci sono stati mancanze di luce o acqua (restano ancora scoperte un 30% delle zone colpite). Colpiti immobili e beni pubblici (scuole, impianti sportivi, strade) per circa 1,5milioni di euro; 16 le ditte (con oltre 120 uomini) chiamate ad affiancare i 13 operai comunali. Gli interventi sono ancora in corso: si parla di 280 interventi fatti e 20 in corso o da fare. In corso di censimento le aziende colpite, al momento 345: prevalentemente, si tratta di aziende agricole (quasi la metà delle 872 esistenti), con oltre 85 serre distrutte (stimate a 1,7milioni di euro di danni); ma anche di alcune artigiane. Non si contano i danni alle proprietà private, che censiremo ufficialmente nei prossimi giorni: si stimano 2,5 milioni di euro per circa 500 danneggiati, cui vanno aggiunti, per ora (e non siamo ancora entrati nei boschi e sui 40km di sentieri e fabbricati), 3 danneggiati gravi, di cui uno che dovrà demolire la casa.

In un soffio, inaspettato e forte, abbiamo perso molti dei nostri punti di riferimento: una chiesa, come quella di S. Croce, il parco botanico di Villa Le Pianore, distrutto, o un albero, come il pedonese e centenario "leccio de' venti" che - ironia a parte sul nome popolare che ne ha segnato il destino - è stato l'occhio discreto che ha vigilato su generazioni di fidanzati, amanti segreti e innamorati (anche mia nonna e mio nonno, originario di Pedona, il dolore della cui scomparsa è ancora vivo nella mia famiglia) che nelle notti versiliesi, riparati con le sue fronde dall'umidità, si sono scambiati abbracci, baci e promesse sotto le stelle.

Tanta la paura, tanto il dolore che ora, però, lasciano il passo alla speranza. "Stato di Emergenza" e "Stato di calamità naturale" sono le nostre richieste: non occorre sospendere le tasse comunali, basta che non ci taglino i bilanci (Camaiore, -1,55milioni; Piestrasanta, -800mila) e stanzino soldi per abitanti e aziende.

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