Il Tirreno

Versilia

Il vento a 150 all’ora flagella la Versilia: danni e feriti

Claudio Vecoli
Auto distrutta da un albero
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Auto distrutta da un albero

Viareggio: raffiche violentissime devastano case, aziende, strade ed edifici pubblici. Positivo solo il conto dei feriti (tutti lievi): in quattro finiscono all’ospedale

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VIAREGGIO. Una nottata intera di vento con raffiche che hanno sfiorato anche i 150 chilometri all'ora. E la Versilia, all'improvviso, non è più la stessa. Le strade e le piazze chic di Forte dei Marmi, la pineta della Versiliana tanto cara a D'Annunzio, la Pietrasanta “piccola Atene” degli artisti e dei ristoranti, l'entroterra di Camaiore e Seravezza: tutto questo e molto altro ancora da ieri mattina hanno cambiato aspetto, sfregiati da una tempesta ininterrotta durata ore ed ore che in Versilia nessuno, a memoria d'uomo, sembra ricordare così violenta e distruttiva.

La conta dei danni. Il bilancio, quando ancora la situazione è tutt'altro che cristallizzata, parla di danni ingentissimi. Migliaia e migliaia di alberi abbattuti, case, negozi, aziende ed edifici pubblici gravemente lesionati, grandi arterie del traffico e piccole stradine interrotte da piante venute giù come birilli: difficile, se non impossibile, stilare una cifra anche approssimativa che renda giustizia dello scempio combinato dalla lunga tormenta di vento notturna. Non sbaglia, però, chi parla di decine di milioni di euro di danni, conteggiando nel calderone anche quelli subìti da cittadini privati e aziende. E da Firenze il presidente delle Regione Enrico Rossi ha già annunciato che firmerà lo stato di emergenza regionale “per consentire ai sindaci dei comuni dove si sono registrati danni di avviare gli interventi urgenti”.

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I feriti. In questo scenario apocalittico, la Versilia tira un sospiro di sollievo soltanto sul fronte dei danni alle persone. Alla fine, malgrado tutto quello che è accaduto, si contano soltanto quattro feriti lievi: tre automobilisti che in altrettanti episodi distinti sono stati investiti dalla caduta di piante mentre erano in macchina e il vice comandante della stazione dei carabinieri di Seravezza che, durante un sopralluogo per il maltempo, è stato travolto da un pino ma se l'è miracolosamente cavata con qualche contusione. Alla luce di quanto è successo - e soprattutto di quanto poteva accadere - praticamente nulla.

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Forte, la più colpita. Lo scenario più impressionante è certamente quello che si è presentato a Forte dei Marmi. «Sembra essere passata un'esplosione nucleare», ha commentato a caldo il sindaco Umberto Buratti. Almeno un migliaio gli alberi sradicati dalla forza del vento, con decine e decine di strade impraticabili. Gli angoli più belli ed eleganti di una delle capitali mondiali del turismo completamente devastati: dal glorioso bar Principe, sulla cui veranda esterna si è abbattuta una pianta con effetti simili a quelli di una bomba, alle vetrine delle boutique più lussuose, su cui si sono ammassati tronchi d'albero spazzati via nella notte e tegole di tetti scoperchiati dalle raffiche più violente.Ma la tempesta di vento ha colpito durissimo soprattutto nel quartiere di Roma imperiale, quello dove si trovano le ville degli ospiti più prestigiosi della Forte balneare, e su tutto il tratto del lungomare che da Fiumetto porta al Cinquale. Secondo una prima stima, sono caduti o sono stati danneggiati almeno il 50 per cento degli alberi presenti. E, anche se già ieri le arterie principali erano già state parzialmente sgomberate dai fusti di pino o di quercia, è difficile poter prevedere quando la situazione potrà tornare alla normalità.

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Colpiti anche alcuni luoghi simbolo della Forte dei Marmi più amata. Dal parco di Villa Bertelli, ferito dalla caduta di molti alberi proprio dove quest'estate si sono esibiti alcuni dei più grandi nomi della musica e dello spettacolo, al Tennis Italia di via dell'Acqua, che la tempesta di vento ha reso irriconoscibile e che non sembra più avere nulla a che vedere con l'elegante ritrovo dove trascorrono le loro vacanze Bocelli o Galliani, Collina o Preziosi. Danneggiato anche il museo Ugo Guidi: una scultura in tufo è caduta e si è rotta, mentre il cartellone che riproduceva la biografia dell'artista fortemarmino è andato in mille pezzi e la copertura del museo stesso ha subito gravi danni essendo volate le lastre di copertura.

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Devastata la piccola Atene. Non è andata meglio a Pietrasanta, l'altra capitale vip del turismo versiliese. La tempesta di vento che ha flagellato la “piccola Atene” degli artisti e dei laboratori ha messo in ginocchio tutto il territorio comunale. Non ha risparmiato il centro storico con i suoi ristoranti e i suoi negozi, le zone più residenziali dell'immediata periferia, i paesi arrampicati sulle colline, le scuole che punteggiano la piana, le tante aziende del marmo (ma non solo) che hanno sede nelle aree artigianali e industriali. Ma da un punto di vista visivo, la zona più martoriata è quella della Marina, dove centinaia di piante sono cadute invadendo strade e piazze e rendendo quasi impossibile la circolazione delle auto nelle strade più interne. Il viale Apua che collega il mare al capoluogo si è trasformato in un cimitero di alberi. Anche se l'impatto più devastante del vento lo si è avuto sul parco della Versiliana, in alcuni punti quasi raso al suolo. Si sono miracolosamente salvate le strutture come il teatro all'aperto, la villa o la Fabbrica dei pinoli, ma la pineta tanto cara a Gabriele D'Annunzio è stata letteralmente decimata.

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A Camaiore vola anche il tetto del campanile. Anche a Camaiore le raffiche di vento hanno provocato danni ingentissimi. Alberi ad alto fusto sono caduti su tutte le principali vie di comunicazione del comune: dalla statale Aurelia (all'altezza dell'ospedale Versilia) alla via provinciale che collega Viareggio a Camaiore e prosegue poi per Lucca, dalla Sarzanese alla via Italica. Ma la caduta delle piante ha creato problemi anche alla distribuzione dell'energia elettrica, visto sono stati tranciati i cavi di molte linee che servono il capoluogo e le frazioni lasciando al buio e senza elettricità tantissimi cittadini. Un problema che ha riguardato anche altre località della Versilia e che ieri sera non era ancora stato completamente risolto.

Scoperchiate (se non addirittura divelte) anche molte delle serre che si trovano fra Capezzano e Lido di Camaiore. In pieno centro storico il vento ha perfino fatto volare il tetto a punta del campanile della chiesa di Santa Croce che poi, cadendo a pochi metri di distanza, si è letteramente infilzato sulla copertura della vecchia chiesa.

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Il marmo in ginocchio. Da Camaiore a Seravezza. Dove la situazione, purtroppo, non è molto diversa. Anche qui la caduta di alberi lungo le strade ha provocato problemi di viabilità a non finire. La situazione più grave si registra però per le tante aziende del marmo che si trovano lungo la piana di Querceta. Fra queste anche la Henraux, la Paiotti (dove il vento ha abbattuto il carroponte) e la Cardini. Il vento ha creato problemi anche al Palazzo Mediceo di Seravezza dove sono state danneggiate alcune statue esposte nel giardino. Molti i problemi anche alle abitazioni private, in gran parte dovuti alla caduta degli alberi.

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