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Auto e moto dei vigili, il giudice: Strippoli agì non senza cinismo

Auto e moto dei vigili, il giudice: Strippoli agì non senza cinismo

VIAREGGIO. Una sentenza che parla di «false dichiarazioni» che «miravano a mascherare quella che era l’anima delle sequenza procedimentale», ossia «la volontà di trovare un’artificiosa “scorciatoia”...

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VIAREGGIO. Una sentenza che parla di «false dichiarazioni» che «miravano a mascherare quella che era l’anima delle sequenza procedimentale», ossia «la volontà di trovare un’artificiosa “scorciatoia” per perfezionare in tempi rapidi le operazioni di acquisto dei veicoli», il tutto «sfruttando (non senza cinismo) un gravissimo lutto cittadino». Èquella a carico dell’ex comandante della polizia municipale, Vincenzo Strippoli, a firma del giudice del Tribunale di Lucca Riccardo Nerucci. Che ha condannato Strippoli, oggi dirigente del settore attività produttive del Comune di Viareggio, ad una anno e sei mesi di reclusione, con riduzione ad un anno per la diminuente del rito scelto, con l’interdizione per un anno dai pubblici uffici, per il reato di falso ideologico.

Parole forti, quelle vergate dal giudice nella sentenza relativa ad una vicenda che fece molto scalpore, all’indomani del disastro ferroviario del 29 giugno 2009, e sulla quale ha indagato la guardia di finanza di Viareggio, anche ascoltando tutti i consiglieri comunali dell’allora amministrazione Lunardini.

Il giudice si sofferma sull’aspetto del falso e sulle indagini relative, comprensive di dichiarazioni di ufficiali dello stesso Comando di polizia municipale, oltre che della documentazione acquisita dalle Fiamme gialle. E la contestazione non lascia spazio a dubbi di sorta: Strippoli ha «formalizzato le varie, false affermazioni, non per mera superficialità, o addirittura incolpevolemente, ma al contrario nella piena consapevolezza delle loro divergenza dall’effettiva realtà dei fatti». Nelle motivazioni Riccardo Nerucci ci tiene a «sottolineare la scrupolosa attività di verifica della polizia giudiziaria che ha eseguito servizi di osservazione dei quali risulta come lo Strippoli, per i suoi stesso movimenti presso il luogo di lavoro e per i giorni in cui era in servizio, non avrebbe potuto non accorgersi dell’assenza fisica di quelle auto di cui egli stesso ha poi attestato la consegna in data 7 agosto 2009.

Auto e moto della polizia municipale avrebbero dovuto essere pagati - così dichiarò Strippoli in consiglio comunale - dallo Stato, con i finanziamenti per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009, con i suoi trentadue morti, i lutti, la distruzione. Vincenzo Strippoli motivò la richiesta di acquisto all’amministrazione comunale dichiarando che i veicoli in uso ai vigili, e già molto “provati”, nei giorni successivi all’incidente ferroviario erano stati sottoposti ad un uso talmente massiccio - ricorda la sentenza - da accelerarne l’usura e da aggravarne i preesistenti, seri, problemi di funzionamento. Un intensificarsi dell’impiego dei veicoli - scrive il giudice - che «mal si concilia con l’affermazione, riportata nella relazione (quella di Strippoli, ndr), secondo cui in quello stesso periodo “la percorrenza chilometrica media si è andata riducendo nel tempo proprio a causa delle frequenti avarie”». (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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