Italia
«La nostra sanità non va smantellata»
Buratti, sindaco di Forte, interviene sui tagli decisi all’ospedale Versilia e sull’intero sistema di assistenza
FORTE. I sindaci di Prato, Pistoia e Empoli hanno chiesto a Rossi un incontro urgente sul futuro della loro sanità.
La Versilia acefala cosa aspetta? Non è preoccupato per le voci che si rincorrono e per la possibilità che l’Ospedale Versilia sia “svuotato”, Umberto Buratti, sindaco di Forte e membro del Consiglio delle Autonomie Locali, perché crede che sindaci e i residenti siano compatti nel combattere eventuali smantellamenti, anche se ritiene che il progetto dell’Area vasta vada appoggiato perché ottimizzerà costi e offerta sanitaria di qualità.
«Stiamo andando verso il 1 gennaio 2016, quando ci sarà la riorganizzazione delle Asl toscane nelle Aree vaste – spiega Buratti – e ciò comporterà finalmente la realizzazione di una pianificazione territoriale nella direzione della qualità e completezza del servizio sanitario offerto ai cittadini, pianificazione che, diciamocelo, finora è del tutto mancata. Questa è la sola lettura da fare del momento riorganizzativo in corso».
«Le Asl finora, infatti, forti delle loro autonomie anche economiche - continua Buratti - hanno dialogato nell’ambito dell’Area vasta più in teoria che in pratica. Certo che, e lo abbiamo detto più volte nella Conferenza dei Sindaci e anche in sede di C.A.L., il legame territoriale deve restare ben presente nel governo della sanità toscana».
«Personalmente credo anche che la pianificazione su spazi e bilanci più grandi permetterà di superare agevolmente pure ciò che sta accadendo in seguito alle osservazioni della Corte dei Conti sui costi del personale del 2004. Noi abbiamo ovviamente contestato la lettura che fa la Corte perché si è fermata alla mera analisi dei numeri, ma penso che i tagli cui si sta cercando di far fronte con i pensionamenti, potranno essere riequilibrati e ovviati già con l’avvento dell’Area vasta. Nella riorganizzazione, infatti, sono certo che potranno essere coperte figure che oggi i bilanci non ci consentono momentaneamente di mantenere».
«E il nostro no ai tagli l’abbiamo contestato come Sindaci della Versilia al presidente Rossi e all’assessore alla sanità perché la nostra ASL, prima di altre strutture analoghe, ha ridotto le strutture ospedaliere da quattro a una, ha fatto plusvalenze cedendo asset e immobili e siamo oggi orgogliosi che la nostra Azienda abbia pesato meno sulla casse regionali rispetto alle altre ASL toscane. «E questa è la forza che ci supporta nel dire che la nostra Comunità non può subire gli stessi tagli di chi, invece, non ha rispettato l’invito che dagli anni Novanta in poi fu fatto per riorganizzare le strutture sanitarie sul territorio. Anche perché – continua Buratti - la nostra struttura ospedaliera va vista non solo nell’ottica del servizio alla popolazione residente ma anche alla corposa popolazione turistica, e sappiamo bene, oggi, come tra i valori aggiunti di una vacanza sicura e serena ci sia proprio la qualità dell’assistenza sanitaria in loco. E questo è un punto a nostro favore che anche in sede di area vasta dovrà essere tenuto nella giusta considerazione».
«Detto del pensiero condiviso con i colleghi sindaci – conclude il primo cittadino del Forte - ho anche delle idee personali. Credo infatti che l’occasione di ripianificare la sanità regionale imponga ripensamenti importanti e scelte coraggiose. Faccio un paio di esempi per chiarire il concetto, sottolineandone la genesi personale: noi abbiamo a Massa una cardiochirurgia per adulti che rappresenta una vera eccellenza. Sono i numeri degli interventi a parlare. E allora chiudiamo cardiochirurgia a Pisa (stessa area vasta, mezz’ora di auto) e concentriamo tutto a Massa. Parimenti abbiamo l’OPA, una cardiochirurgia infantile di valore ma se concentrassimo questa al Meyer a Firenze avremo un polo pediatrico di altissimo valore non solo regionale ma interregionale, ottimizzando al massimo gli investimenti e dando qualità ai pazienti che sono poi gli obiettivi che cerchiamo».
Angelo Petri
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