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Quindici giorni per vendere il Principino
È il mandato del commissario a Riccardo Cima. Che propone un cambio di destinazione per la struttura
VIAREGGIO. «Ma con i clienti cosa facciamo?». Leva il fiato la domanda dei dipendenti della Viareggio Versilia Congressi. Alla quale il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo risponde: «Prima di tutto devo avere l’esito del mandato affidato a Cima». Il liquidatore ha quindici giorni di tempo - Romeo spiega nell’incontro con la Cgil rappresentata da Massimo Bindocci - per portare in Municipio «una proposta seria, con tanto di nomi e cognomi di chi è interessato all’acquisto». Sono tempi molto stretti, ma questo è il passaggio prima di decidere se Centro congressi e stabilimento balneare staranno aperti per la stagione estiva 2015.
Dal canto suo Riccardo Cima mette le mani avanti: «Ci sono confini stabiliti dalla legge per cercare manifestazioni di interesse. E creare aspettative è già sconfinare nella turbativa d’asta. È necessario fare molta attenzione». Ma non è solo questo a preoccupare il liquidatore: «Tutto dipende da a quanto si mette in vendita il bene e a che condizioni. E la domanda è se il Comune si può permettere di incassare le cifre che oggi qualcuno potrebbe essere interessato a sborsare che non sono quelle di qualche anno fa...». Senza contare, continua Cima, «che chi vuole comprare, non vuole acquistare il Centro congressi che non interessa più a nessuno in quanto tale». Sul piatto dell’offerta sarebbe necessario porre, a detta di Cima, «il cambio di destinazione d’uso». Considerando nella “partita” gli inevitabili problemi che pone un bene vincolato dalla Soprintendenza. «Lo strumento migliore - Cima lo va ripetendo da anni - sarebbe quello del “project”, che già costituisce variante». Ed allora si potrebbe anche immaginare un ex Centro congressi che cambia volto e al secondo piano si trasforma - per esempio - «in appartamenti».
All’incontro sindacati-Romeo, ieri pomeriggio, era presente anche Mario Tommasino, sub commissario con delega alle società partecipate, che sulla prospettiva di una nuova stagione balneare e di attività di ristorante e bar (matrimoni compresi), a cinque anni dall’inizio di una liquidazione infinita, ha mostrato grande cautela: «Stiamo completando gli ultimi approfondimenti - ha dichiarato - per tutelare l’occupazione e verificare se sia possibile portare avanti anche questa ultima stagione. Con la consapevolezza di non poter permettere ulteriori danni economici». Se estate sarà - Tommasino è stato chiaro - la gestione dovrà essere nelle mani della Viareggio Patrimonio. (d.f.)
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