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l’intervista

Sara Chiarei: «Felice di ripresentare il Palio dei Micci»

QUERCETA. Sarà Sara Chiarei la presentatrice della 58ª edizione del Festival del Miccio Canterino: la conduzione della prima gara-evento di questo Palio 2015 sarà ancora una volta affidata alla voce...

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QUERCETA. Sarà Sara Chiarei la presentatrice della 58ª edizione del Festival del Miccio Canterino: la conduzione della prima gara-evento di questo Palio 2015 sarà ancora una volta affidata alla voce femminile di Radio Stop (emittente toscana con sede a Cecina) che già lo scorso anno suscitò grande apprezzamento tra il pubblico. Una decisione, quella della Pro Loco, che se da un lato ribadisce la novità di una donna alla conduzione (la tradizione maschile fu spezzata proprio da lei l'anno scorso) dall'altro incontra anche il favore dei tanti contradaioli che si auguravano il bis della presentatrice piombinese.

Dopo l'intramontabile Claudio Sottili e l'amatissimo Paolino Ruffini perciò anche Sara Chiarei sembra ritagliarsi uno spazio tutto suo non solo nella storia del Festival ma anche nel cuore dei simpatizzanti del Palio. E il Palio sembra proprio essersi fatto strada nel suo.

Un altro anno sul palco del Festival: te lo aspettavi?

«Ci speravo, e non lo dico per la solita retorica. Lo scorso anno per me è stata un'esperienza bellissima e, tra le tante che ho fatto nella mia carriera, è quella che mi è rimasta più nel cuore. Poi io non do mai niente per scontato, quindi quando la Pro Loco mi ha contattata ho fatto i salti di gioia all'idea di tornare al Festival».

Cosa provi all'idea di reggere ancora quel microfono?

«Sarò sincera: l'anno scorso ero più preoccupata, forse perché non ero entrata nel clima e avevo paura di non trasmettere le sensazioni del Palio ai contradaioli. Poi invece è andato tutto liscio e durante l'anno sono rimasta in contatto con tanti quercetani e versiliesi che mi hanno seguito anche durante le dirette radio: diciamo che mi sono fatta degli amici e questo mi fa sentire più a mio agio. Però non significa che sarà più semplice, anche perchè adesso c’è un’aspettativa che devo cercare di non tradire».

Cosa ci dobbiamo aspettare quindi da questa "Chiarei-bis"?

«Una Chiarei entusiasta che però cercherà di restare con i piedi per terra, senza tradire se stessa e il suo modo di fare: mi auguro solo che il feeling che si è creato tra me e il pubblico ci sia anche quest'anno per riassaporare quell'energia dalla platea che non ho trovato in nessun altro posto. Per me un pubblico vivo come quello del Miccio è un elemento di forza: li ho sentiti talmente caldi che non ho avuto il bisogno di affannarmi per chiedere la loro partecipazione, anzi hanno dato a me la linfa per dare il massimo sul palco. Voglio abbattere la barriera del palcoscenico: la Chiarei è così, o mi si piglia o mi si lascia».

Ancora non si conoscono i cantanti di quest'anno, tu hai delle aspettative?

«Io sono sempre del parere che deve vincere la musica: il nome serve per attrattiva, ma è la musica che deve essere valutata e messa al centro. L'importante è che il cantante si cali nello spirito della contrada che rappresenta e dia qualcosa al pubblico trasmettendo l'energia della propria canzone. Mi auguro quindi che i contradaioli trovino interpreti che indossino sul serio i panni della contrada e cantino per essa, non per farsi solo vedere».

Un augurio per questa 58ª edizione?

«Spero che continui ad avere il successo che ha sempre avuto e che si merita. Personalmente, mi auguro di fare un nuovo e più grande bagaglio di esperienze e di amicizie».

Gabriele Buffoni

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