Il Tirreno

Versilia

Caso Fruzza Sea apre un’inchiesta sulla legna ai privati

di Donatella Francesconi
Caso Fruzza Sea apre un’inchiesta sulla legna ai privati

Il materiale della potatura è destinato alla Morina per la produzione del compost che l’azienda vende

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VIAREGGIO. Sea apre un’inchiesta interna sulla vicenda del legname tagliato dagli operai di Sea risorse, nell’ambito del contratto con il Comune per il verde pubblico (600.000 euro), e portato via dall’ex assessore della Giunta Betti, Giorgio Fruzza. Il quale, intervistato dal “Tirreno”, ha dichiarato che così fan tutti e che c’è anche chi «si è fatto mettere da parte cinque platani». Sea ha precisato, a caso esploso, che «l’area di lavoro è delimitata ed è fatto divieto agli estranei di accedervi. Pertanto il materiale di risulta non viene fornito ai passati, né tantomeno vengono aiutati a caricarlo sui propri mezzi». Alla domande di maggiori informazioni riguardo al “ciclo” del verde, Sea ha così risposto al “Tirreno”: «Come da contratto, le potature vengono portate dagli operatori di Sea Risorse nell'impianto di Poggio alle Viti, luogo in cui peraltro vengono raccolti anche gli sfalci conferiti da privati. Infatti, potature e sfalci (che siano pezzi di rami, taglio di erba o pezzi di tronchi) raccolti in area urbana (non aree montane collinari o protette…) sono classificati come rifiuti e devono essere smaltiti secondo il decreto legislativo 152 del 2006 ». Dal centro raccolta di via Poggio alle Viti - è ancora Sea risorse a parlare - questi rifiuti urbani di tipo vegetale «vengono portati alla Morina, dove vengono selezionati per essere smaltiti in vario modo e in parte recuperati e valorizzati con il compost». Compost che Sea risorse produce e vende in un impianto che - come il Centro raccolta di via Poggio alle Viti - è compreso nel prezzo del contratto con il Comune e, di conseguenza, i cui costi si ritrovano nelle bollette ai cittadini.

È questo che la vicenda mette in luce, con le relative domande. Una vicenda che mai sarebbe emersa se la città non fosse stata attraversata, nell’ultimo anno e mezzo, da un vento di verità e trasparenza che ha iniziato a soffiare in porto, con le inchieste dei carabinieri, e si è poi esteso a tutta la città. Vento che alle volte può sembrare solo una brezza ma che i cittadini continuano a sentire volentieri sulla pelle, riponendo in quei refoli speranze da alimentare con il proprio contributo.

Oggi anche sul mondo impenetrabile di Sea si possono aprire squarci di verità. E la vicenda del verde tagliato che finisce ai cittadini privati invece che conferito agli impianti pagati invita ancor di più a riempire tutte le caselle del rebus rifiuti a Viareggio. A cominciare da uno dei quesiti che l’annuncio dell’apertura di un’inchiesta interna sulla vicenda Fruzza pone: azienda e Comune controllano il “ciclo” del Verde? Sea risorse sa quanto materiale dalle potature eseguite per l’Ente pubblico va effettivamente al Centro raccolta? E quanto da lì viene portato a Pioppogatto? Insomma: Sea sapeva che si perdeva qualche quintale per strada?

Alla fine - il risultato dei mancati controlli - è che sotto gli occhi di tutti si consuma una sottrazione di ricavi all’impresa. «Se qualcuno la portasse via a zero - obiettano a Sea - non è che ci si rimette. Perché alla fine è più roba che smaltisci che altro. Ma avere gli impianti serve a spendere meno, e spendere meno è anche ricavare dall’ammendante. Certo è che l’impianto funziona e rende in base a quanto materiale arriva. Sottrarre il verde al conferimento alla Morina è comunque una detrazione alla validità dell’impianto». A maggior ragione, dunque, il controllo dell’intero ciclo non dovrebbe venire meno. E questa attenzione per il valore della Morina e della sua produzione mal si sposa con il quadro disegnato dall’ex assessore al verde pubblico, Giorgio Fruzza: «Tutti prendono quella legna. Vengono perfino da Camaiore per averla...». Non si tratta, dunque, di due legnetti...

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