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Versilia

acquisiti numerosi atti

Polizia in Comune per l’inchiesta sul tallio nell’acqua

Polizia in Comune per l’inchiesta sul tallio nell’acqua

PIETRASANTA. Entra nel vivo l’inchiesta della Procura sull’emergenza tallio a Pietrasanta. Ieri mattina la Polizia provinciale, incaricata dalla stessa Procura a portare avanti le indagini, si è...

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PIETRASANTA. Entra nel vivo l’inchiesta della Procura sull’emergenza tallio a Pietrasanta. Ieri mattina la Polizia provinciale, incaricata dalla stessa Procura a portare avanti le indagini, si è infatti presentata in municipio, presso l’’ufficio ambiente, per l’acquisizione di alcuni documenti. Nel mirino degli inquirenti alcuni atti, come ordinanze e delibere, non solo relative all’ultimo periodo, per intendersi da settembre 2014 quando il caso è deflagrato con la contaminazione dell’acqua a Valdicastello e il conseguente divieto di potabilità poi esteso al centro cittadino, ma anche procedimenti risalenti al passato.

Di più non è dato sapere, ma è molto probabile che la Procura voglia vederci chiaro sia sulla mancata bonifica della miniera ex Edem acquisita dal Comune 12 anni fa, che sullo stato di salute del fosso Baccatoio che, ancora, sulle tempistiche di attuazione dell’ordinanza di divieto di bere acqua una volta accertata la presenza di tallio nella rete idrica. Atti dovuti, quelli formalizzati dalla Polizia provinciale, necessari per avere un quadro esaustivo dell’intera vicenda. Per un’acquisizione di carte che riguarderà, a quanto è dato sapere, anche quanto deciso ed approvato sempre negli ultimi anni da parte di Asl, Arpat e Gaia.

Nel frattempo proprio Asl, ieri, ha completato le controanalisi a campione sulle abitazioni con vista sulla parte alta di Valdicastello, dove da 4 mesi e mezzo permane il divieto di utilizzare, a fini potabili ed alimentari, l’acqua del rubinetto di casa. Divieto che riguarda circa 200 famiglie. In realtà i campionamenti già effettuati da Gaia hanno certificato una tracciabilità di tallio ben al di sotto della soglia raccomandata, ma serve il visto dell’azienda sanitaria, così come richiesto dalla stessa gente di Valdicastello esasperata e preoccupata. Difficile, del resto, non esserlo anche alla luce dei primi esiti degli esami sui campioni di urine e capelli degli abitanti che hanno certificato un’esposizione al tallio di un residente su due in alcune zone della frazione. Da qui anche le motivazioni dei due esposti presentati nei mesi scorsi dal Comitato con l’innesco delle indagini da parte della Procura.

Luca Basile

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