Il Tirreno

Versilia

Patrimonio in liquidazione a rischio 66 posti di lavoro

di Donatella Francesconi

Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della società pubblica Allarme del sindacato: «Quali prospettive per dipendenti e servizi?»

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VIAREGGIO. E con questa fanno tre. Il consiglio di amministrazione della Viareggio Patrimonio (amministratore unico Gianluca Ruglioni) ha deciso, ieri, di mettere in liquidazione la società interamente del Comune. Nata – è la contestazione del ministero dell’economia – per superare i vincoli del patto di stabilità e alle quale l’amministrazione Marcucci (che alla Patrimonio ha dato il volto che conosciamo) ha affidato riscossione, impianti sportivi (con trasferimento dei beni), pubblica illuminazione, gestione dell’emergenza abitativa (compresa la proprietà degli immobili) e molto altro, la Viareggio Patrimonio è la terza società in liquidazione nella galassia delle società partecipate del Comune di Viareggio. Galassia che negli anni ha figliato come nella gabbia dei conigli. Per poi scontrarsi con l’impossibilità di sfamare la prole.

Appresa la notizia della scelta del consiglio di amministrazione, Michele Massari per la Cgil-Funzione pubblica, commenta: «Una decisione che ci lascia di stucco rispetto alla tempistica ed in relazione alla attendibilità delle affermazioni verbalizzate e sottoscritte solo pochi giorni fa in Prefettura dallo stesso commissario prefettizio». Come è andata la riunione in Prefettura del 12 febbraio lo racconta il verbale che si è chiuso negativamente rispetto alla procedura di conciliazione sperata. Nel testo siglato dalla parti (per il Comune era presente il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo) non vi è alcun riferimento alla prospettiva della liquidazione. «Il commissario Romeo - così è riportato - rileva una situazione di estrema difficoltà ed assicura il massimo impegno per garantire il pagamento degli stipendi sino alla sua permanenza. Non avendo intenzione di dar corso a riduzioni di personale». Romeo ha voluto che nero su bianco fosse messa a verbale un’altra dichiarazione: «Le società pubbliche costituiscono una delle cause maggiori di dissesto finanziario dei Comune». Una realtà che, per quanto riguarda Viareggio, sarà la prima con la quale il nuovo sindaco dovrà confrontarsi, a partire proprio da questo centinaio di posti di lavoro “ballerini” tra Viareggio Patrimonio, Viareggio Porto e Centro Congressi. Massari, in quell’occasione, valutò che non ci fossero le condizioni per una chiusura positiva della procedura di conciliazione, E chiese che dopo l’assemblea dei soci si aprisse «un tavolo di confronto su tutte le azioni di ristrutturazione della società che riguardino i servizi ed il personale».

Oggi, a liquidazione decisa, è lo stesso Massari a dichiarare: «La svolta del consiglio di amministrazione della patrimonio apre nuovi scenari che gettano maggiore incertezze sul futuro dei lavoratori, senza chiarire le prospettive di servizi e funzioni di cui la città non può fare a meno. A questo punto non è più dilazionabile l’apertura del confronto dove si tratti concretamente e a carte scoperte di un piano di ristrutturazione che parta dai servizi e dalla situazione occupazionale. Evitando lo smembramento selvaggio che non tenga conto delle esigenze della città e della dignità degli operatori».

Non è escluso che, da qui a breve, i sessantasei dipendenti della Viareggio Patrimonio tornino ad incrociare le braccia. «Soprattutto se non ci fossero – continua il sindacalista Cgil – risposte immediate».

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