Il messaggio di Rossi: classe dirigente debole e scarso rigore nei conti
Il presidente assicura che «la Regione c’è» ma chiede alla città uno sforzo per risorgere da sotto le ceneri
VIAREGGIO. La Regione c’è ma deve esserci anche Viareggio. Perché sotto le ceneri del disastro al sapore di salmastro le «glorie» della città covano ancora. Si tratta di trovare il modo di tirarle fuori e dar loro una ripulita. Enrico Rossi alla Cittadella per la diretta Rai è un presidente di Regione meno teso del solito nel confronto con quella viaregginità che alle volte dà l’orticaria. Più impegnato ad indicare dove cercare il bandolo della matassa che a proporsi in modalità campagna elettorale. Nonostante la riconferma che per Viareggio, che significa economia del turismo ed industria della nautica, i fondi regionali, per quanto possibile, ci saranno.
Rossi punta il dito sul dissesto «per non parlare - aggiunge - di tutto quello che verrà» e tocca il nodo delle responsabilità, senza risparmiare i “suoi”: «Ci sono stati errori che sono stati attribuibili diffusamente. Ora bisogna individuare le responsabilità e a chi tocca lo farà». Riferimento inevitabile alle inchieste che stanno attraversando il Comune da mesi. «E ci sono stati - continua Rossi - una debolezza complessiva della classe dirigente e una mancanza di rigore nelle tenuta dei conti. Questa parte va recuperata da una classe dirigente che non scherza».
Il Carnevale. Rossi difende la scelta del finanziamento da un milione e duecentomila euro per il 2015: «Abbiamo fatto bene ad intervenire e lo rifaremo. Sarebbe bene che lo facesse anche il Governo». Per il momento le prossime edizioni della manifestazioni vedono la Regione stanziare duecentomila euro per il 2016 e altrettanto per il 2017. E se il governo - la domanda è inevitabile - non prendesse in considerazione la proposta di finanziamento ai Carnevali avanzata dai senatori del Pd Granaiola e Marcucci? «È un’ipotesi che non voglio neppure prendere in considerazione,,,».
A chi sostiene che la Regione dovrebbe vergognarsi, in un momento di crisi come questo, a destinare fondi al divertimento, Rossi risponde in diretta dalla Cittadella: «Il Carnevale di Viareggio ha anche una componente economica. Per le imprese artigiane che ci lavorano, per l’indotto che creano, per i venti milioni circa che la manifestazione fa girare». Il commissario della Fondazione, Stefano Pozzoli, scelto dalla Regione «sta operando bene e ha tutto il mio sostegno e la mia fiducia», ci tiene a sottolineare il presidente: «Forse il Carnevale di Viareggio va fatto conoscere meglio, va fatto tornare ad essere a tutti gli effetti Carnevale d’Italia.
Piscina comunale. «Non sono Babbo Natale e non ho la cornucopia», ci tiene a mettere in chiaro Rossi. «Ma rispetto ad un territorio che soffre che l’abbiamo messa tutta per essergli vicini». Certo, però, sarebbe importante che la città stessa e chi la governa, anche negli uffici del Municipio, ci mettesse del suo. La riflessione è inevitabile quando Rossi tocca il tasto della piscina comunale dal futuro più che incerto: «Aspettiamo la domanda per un contributo che va presentata entro il 28 febbraio. Al momento non è ancora arrivato niente...». Ed il contributo per il 2015 rischia di saltare.
Viareggio porto. Le questioni delle Darsena sono pressanti da sempre per Firenze. «La Viareggio porto è oggettivamente sulla via del fallimento. Ci stiamo interrogando su come intervenire». Poi, dal presidente Regione, parole nuove e benvenute: «A Viareggio c’è un porto e qualcuno dovrebbe trovare il modo di farlo rendere!». Magari non in maniera illecita e per i soliti noti, viene da pensare andando indietro di un anno e a quelle indaginidei carabinieri che hanno scoperchiato un sistema che ha fatto da tappo a quello sviluppo oggi sollecitato da Rossi. Per non svendere la Viareggio porto, la Regione ha messo al lavoro il proprio direttore generale con il liquidatore della società pubblica: «Affinché si trovino - è l’indirizzo di Rossi - soluzioni accettabili per pagare quello che c’è da pagare, presentando un piano finanziario che raggiunga un equilibrio».
Festival Pucciniano. Rossi conferma «l’accordo per abbattere il debito per il mutuo». Ma incalzato sulle cifre e sulla possibilità di una variazione di bilancio prima della fine del consiglio in vista delle elezioni regionali, il volto si oscura per la prima volta: «Non sono mica una cassetta...». Una soluzione ci sarà anche, ma dire che è già definita sembra davvero azzardato.
Sanità. «Il Pronto soccorso pediatrico non va tolto»: su questo il presidente della Regione è netto. «Magari -prosegue - si riorganizzano i laboratori, a livello interaziendale». Ma alla domanda del cronista sui tagli del personale che la Asl Versilia sta obbligatoriamente iniziando a fare per ottemperare ad una sentenza della Corte dei Conti, si scopre che Enrico Rossi di questo non è stato informato. E viene da chiedersi perché mai.
Detto questo, la sanità toscana di qui a breve deve confrontarsi con duecentocinquanta milioni di tagli in tutto : «Non sarei a parlare di riorganizzazione in campagna elettorale se non avessimo sulla testa la spada di Damocle dei tagli. O si procede ad una riorganizzazione profonda o si rischiano di tagliare i servizi. L’obiettivo deve essere, invece, quello di riorganizzare i servizi in modo da non tagliare niente. La sanità toscana può davvero migliorare da questa riorganizzazione. Certo, si perderà qualche ridondanza e qualche primariato. Ma se mi metto a fare l’elenco delle ridondanze e dei doppioni, allora sì che mi faccio odiare più di quanto già non stia accadendo....».
L’ultima riflessione è ancora per il futuro della città che ieri è tornata ad accoglierlo: «A me pare che Viareggio si sia adagiata sulle sue glorie e che, quando è arrivata la crisi, sia mancata quello scatto di reazione che da altre parti invece si è avuto...». Scatto che Rossi vede ancora possibile, a patto di soffiare forte su quelle braci...
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