Sos per l’erosione della spiaggia: scattano due esposti
Da Italia Nostra alla Federalberghi, dai balneari ai Paladini: «La procura indaghi sui danni che sono stati provocati»
FORTE DEI MARMI. Le firme sono pesanti: da Antonio Dalle Mura di Italia Nostra al presidente di Federalberghi Toscana Paolo Corchia, da Martino Barberi dell'Associazione balneari di Forte al comandante marittimo Ermanno Battaglia senza contare poi la delegazione dei Paladini Apuoversiliesi con Umberto Donati, Giampaolo Zarri e Tullio Tonini in testa.
Firme che hanno siglato l’esposto presentato in questi giorni alla Procura della Repubblica di Massa per chiedere alla magistratura di «disporre specifiche indagini in merito a eventuali responsabilità di rilevanza penale» sull’annoso fenomeno dell’erosione costiera che proprio nella provincia apuana ha provocato finora infiniti danni alla costa e al turismo e non dà, purtroppo, segni di recessione. E non è un caso che molti di quanti hanno sottoscritto l’esposto al magistratura apuana siano versiliesi: quei vent’anni di “interventi non risolutivi” - così li definiscono nell’esposto - per arginare il fenomeno erosivo sulla spiaggia di Marina di Massa sono un monito per il futuro. Da sempre, al di qua del versante versiliese del Cinquale si guarda con preoccupazione all’estendersi dell’erosione verso sud perché il timore che un giorno il fenomeno possa intaccare la capitale vip della Versilia c’è ed è pesante.
La situazione viene evocata dall’avvocato Titano Marsili che ha curato l’esposto e che denuncia: «La drammatica situazione del litorale apuo-versiliese e del suo arenile, sottoposto da molti anni a rapidissimi fenomeni di erosione che hanno portato alla scomparsa della spiaggia nella parte nord e a un progressivo e continuo ridimensionamento verso sud che sembra, parzialmente, interessare lo stesso territorio di Forte».
Per Italia Nostra, Federalberghi e Paladini «le cause accertate di tale degrado sono attribuite alle dighe foranee del porto di Marina di Carrara e alla messa in opera da parte degli enti locali e regionali, con grande dispendio di risorse pubbliche, di una serie di attività che hanno solo spostato verso sud i fenomeni erosivi. Quindi i ripetuti interventi, con costi nell’ordine di svariati milioni disposti in particolare dalla Regione ma anche dal Comune e della Provincia di Massa Carrara, non solo non hanno sortito l’effetto voluto, ma lo hanno aggravato».
Negli allegati all’esposto per la Procura massese Italia Nostra, Federalberghi e Paladini dettagliano molti casi e sottolineano un flusso di investimenti imponente come i 340 milioni sostenuti dalla Regione per il mantenimento e il recupero dell'equilibrio idrogeologico e dell'erosione sulla costa, di cui 160 impiegati contro l’erosione oppure i i 41,5 milioni che ai proponenti l’esposto risulterebbero stanziati sempre dalla Regione per interventi effettuati tra il porto di Carrara e il Versilia. E nell’esposto si punta il dito anche su un appalto del 2008 di ben 14,9 milioni ad un’associazione temporanea di imprese che un ricorso al Tar aveva decretato non fosse ammissibile alla gara per il mancato rispetto delle prescrizioni del bando.
E l’offensiva in questi giorni sembra già dilagare: un avvocato avrebbe già inoltrato alla Soprintendenza alle Belle Arti un analogo esposto per violazioni di competenza mentre Umberto Donati dei Paladini Apuoversiliese conferma che stanno già predisponendo un nuovo esposto diretto, stavolta, alla Corte dei Conti paventando il danno erariale.
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