La dozzina di tordelli della Morina
Raccontati in «Risveglio dopo l’orgia», canzone amatissima da Mario Tobino
VIAREGGIO. Il Giovedì grasso era anche giornata di tordelli (con la d, alla versiliese). Oggi i tordelli si trovano al ristorante ed in rosticceria tutti i giorni, quindi l’effetto-sorpresa viene ampiamente a cadere.
Un peccato, ma per gli italiani i giorni della fame sono finiti da più di 50 anni. Eppure Andasti o giovinastro al Gran Veglione, esalta la mangiata di tordelli (ne mangiasti una dozzina). E la canzonetta del Carnevale, in molti lo ricordano, era fra le più amate da Mario Tobino. Che per il suo funerale in Sant’Andrea volle la banda che intonasse le canzoni del suo carnevale. Le due più amate erano La Coppa di Champagne e Andasti o giovinastro. Guarda caso due canzoni dove si esalta l’aspetto goloso del carnevale. E non a caso lo scrittore e psichiatria amava tutto della vita, ma in particolare i cibi, il buon vino e le donne.
Con gli anni, le canzoni del carnevale si sono un po’ perse in questo aspetto non secondario del Carnevale. Si è esaltato l’amore, la musica, le canzoni, il ballo, la spiaggia e la pineta. La componente gastronomica la si recupera con il Carnevaldarsena ed il suo Trabaccolar cooking. Senza dimenticare il rione Mare. Quando i grandi ristoranti che c’erano allora in Passeggiata divenivano tanti piccoli banchetti per assaggiare risotto alla pescatore e frittini misti. I nomi li ricordano un po’ tutti: Montecatini, Tito del Molo, Margherita guidato da Francesco Giusti. E ancora Zi’ Rosa, Aldo al Balena.
Una tradizione da recuperare in chiave culturale e turistica. Oggi poi che il cibo ha così tanta importanza nella vita e nell’economia di questo Paese, Viareggio dovrebbe saper recuperare questa tradizione che tanto valore ha dato in passato (e anche oggi) a questa città. Oggi invece si accetta (per fortuna non supinamente) lo Street Food. E poi ci si chiede perché la città è decaduta.
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