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Granaiola: si chiede assenso incondizionato

VIAREGGIO. «Questo Pd non fa per me»: l’avvocato David Zappelli è netto nel commentare la decisione della commissione di garanzia regionale che lo sospende dal partito per due anni. Zappelli lascia...

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VIAREGGIO. «Questo Pd non fa per me»: l’avvocato David Zappelli è netto nel commentare la decisione della commissione di garanzia regionale che lo sospende dal partito per due anni. Zappelli lascia il partito ma ci tiene a ribadire: «Vorrei fosse chiaro che, Pd o no, la decisione di dimettermi dal consiglio comunale lo scorso 18 ottobre è maturata in me prima di tutto come uomo libero, poi come cittadino fra i cittadini con l’obiettivo di evitare ulteriori scempi. È di questi giorni, solo per fare un esempio, lo scandalo della Viareggio Porto».

Nel lasciare il Pd, Sandra Mei scrive ai vertici del partito: «Prendo atto della decisione, rispetto la sentenza, ne traggo le conseguenze e rassegno le mie dimissioni. Fra gli asettici articoli di Statuto e i sani principi ai quali sono stata educata, ho scelto di previlegiare gli interessi della città, sacrificando le assurde logiche di partito e di potere che, ingenuamente, credevo appartenenti al passato».

Un commento a caldo arriva anche dalla senatrice del Pd, Manuela Granaiola: «Nel ribadire tutta la mia solidarietà ai consiglieri sospesi, che hanno dimostrato il coraggio di condurre pubblicamente una battaglia difficilissima con la capacità di assumersi chiare e nette resposnabilità, prendo atto che questa è la decisione di un partito che intende la lealtà solo come assenso incondizionato privilegiando gli equilibri di governo a quelli di un'intera collettività. Con questa decisione si è ignorato l'evidenza di una situazione amministrativa gravemente compromessa, che aveva visto venir meno la sua maggioranza costitutiva e alle prese con una situazione finanziaria gravissima da tempo certificata dagli organi competenti. Si è infine ignorato lo stato di un partito, quello di Viareggio, dove regnava l'impossibilità di un aperto e concreto confronto interno». (d.f.)

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