Meteo
Pozzoli: «L’incasso? Non è andato così male...»
Il commissario della Fondazione fa il bilancio del primo weekend e guarda al futuro «Per l’edizione 2016 andrà rivisto anche il capitolo dei costi della cartapesta»
VIAREGGIO. E' soddisfatto di come è andato il primo corso. E, tutto sommato, anche dell'incasso. Il giorno dopo la sfilata inaugurale, il commissario della Fondazione Stefano Pozzoli traccia un primo bilancio del suo primo vero giorno di Carnevale. Ed è un bilancio con più luci che ombre. Ma il numero uno di Palazzo delle Muse parla anche del futuro della manifestazione, ribadendo di voler impostare il lavoro per il Carnevale estivo (che sarà a pagamento) e ritenendo una necessità in vista dell'edizione 2016 il taglio dei costi di carri e mascherate.
Commissario Pozzòli, domenica il Carnevale è partito con il piede giusto. Non altrettanto, però, si può dire dell'incasso del primo corso. E' d'accordo?
«Sono d'accordo sul fatto che il Carnevale è partito bene. A mio avviso ha dimostrato che è una manifestazione che funziona. E, personalmente, mi ritengo più che soddisfatto. E sono soddisfatto anche dell'incasso della prima sfilata».
Dice davvero?
«Sì e le spiego il motivo. Se si guarda il dato assoluto degli incassi delle ultime edizioni, quello di domenica non è stato uno dei migliori. Però dobbiamo tenere conto che quest'anno il Carnevale cade particolarmente basso. E allora se limitiamo l'analisi alle edizioni in cui il Carnevale è iniziato a cavallo fra gennaio e febbraio, allora il dato è sostanzialmente in linea con la media degli altri risultati».
Quest'anno come non mai, però, avevate puntato molte carte sulla prima sfilata: dai fuochi d'artificio ad ospiti di primo piano come Staino e Miss Italia...
«Abbiamo investito sul primo corso non tanto per avere un ritorno immediato in termini di presenze, quanto per presentarci subito con un bel biglietto da visita. E poi bisogna tenere conto che se è vero che a Viareggio era una splendida giornata di sole, a meno di cento chilometri da noi il tempo il meteo non è stato altrettanto clemente. Tanto per fare un esempio, a Firenze domenica mattina pioveva. E pioveva anche in Garfagnana, che è a due passi dalla Versilia. E' dunque ragionevole pensare che molte persone, con quattro corsi ancora a disposizione, possano aver deciso di rimandare la loro partecipazione al Carnevale. Semmai bisognerebbe riflettere sulla scelta delle date in cui programmare i corsi. Il prossimo anno, ad esempio, stando al calendario tradizionale il primo corso cadrebbe il 26 gennaio...»
Cosa propone, allora?
«Io sarei favorevole a slegarci un po' di più dal calendario liturgico. E, senza snaturare troppo il periodo dei festeggiamenti, cercare di calibrare le date dei corsi fra la metà di febbraio e la metà di marzo. Proprio domenica parlavo in tribuna con il vicesindaco di Nizza. Lì le date del Carnevale sono scelte tenendo conto delle settimane di vacanza nelle scuole. E il Carnevale di Nizza non è certo l'ultimo dei Carnevali...»
Dica la verità: ripeterebbe le scelte fatte legate alla politica dei biglietti?
«Se avessi voluto fare una scelta di breve periodo, non avrei ritoccato il prezzo dei biglietti. E la decisione sarebbe stata sicuramente più popolare. Però ho voluto guardare un po' più avanti. E' chiaro che adesso scontiamo un po' l'aumento dei biglietti. Ma come avviene sempre in questi casi, dopo una iniziale reazione negativa a certe decisioni ci si adegua. E credo che già a partire dai prossimi corsi l'effetto negativo del rincaro andrà scemando. Posso anche sbagliarmi, ma sono convinto che sia stato così».
E le scelte sui bimbi?
«Intanto vorrei ricordare come il Carnevale di Viareggio, fra le grandi manifestazioni, sia ancora quella dove l'esenzione del pagamento del biglietto per i bimbi resta la più ampia. Comunque credo che in futuro, per evitare problemi agli ingressi, anziché l'età prenderemo come riferimento l'altezza dei bimbi come già avviene nei principali parchi gioco italiani. Così eviteremo problemi. E sperimenteremo questa novità già in occasione del Carnevale estivo...»
Pensa già al Carnevale estivo? Ma il suo mandato non termina il 30 giugno?
«Certo. Però occorre lavorarci da subito, altrimenti non ci sarebbero poi i tempi per organizzarlo. Io avvierò un lavoro che con tutta probabilità porteranno poi avanti altri, scelti dall'amministrazione comunale che uscirà dalle urne. Con i tecnici della Fondazione abbiamo già effettuato dei sopralluoghi per scegliere la location. L'idea è di farlo nella piazza di fronte al Principe di Piemonte con otto carri che sfileranno nelle serate che vanno dal 14 al 16 agosto. Da una parte sarà una grande occasione per promuovere il Carnevale anche ai turisti che vengono a Viareggio soltanto per il mare. Dall'altra sarà una occasione ulteriore per avere un ritorno economico dai carri, che altrimenti utilizziamo soltanto nei cinque corsi invernali. Naturalmente il costo del biglietto non potrà essere lo stesso: io penso ad un prezzo medio intorno ai dieci euro con possibilità, anche qui, di un biglietto cumulativo. Questo ci permetterebbe di ammortizzare meglio il costo della cartapesta».
E allora parliamone dei costi della cartapesta. In molti, al primo corso, hanno sollevato il tema dei “carri furbi”. Ovvero che non tutti valgono i 120mila euro che la Fondazione paga...
«Io su questo punto ho deciso di delegare tutto alla commissione tecnica che ha esaminato i bozzetti e che ha competenze specifiche per dire se uno o più costruttori hanno rispettato il bando di concorso. Fino ad oggi hanno fatto un ottimo lavoro e così ho chiesto loro di stilarmi una relazione dettagliata. Sulla base di quella deciderò se prendere o meno dei provvedimenti. Così come del resto prevede il bando...»
Crede che il bilancio del Carnevale di Viareggio possa ancora sopportare il costo di 10 carri grandi, quattro carri piccoli e dieci mascherate in gruppo?
«Non escludo affatto che in futuro dovrà essere rivista anche questa voce del bilancio. E qualcuno rimprovera a me di non aver tagliato questo capitolo di spesa. Voglio però ricordare che quando sono stato nominato i carristi erano già al lavoro per realizzare i carri per l'edizione che si è appena aperta. Non sarebbe stato serio, da parte mia, intervenire in quel momento. E' chiaro che per l'edizione 2016 il discorso cambia. E, lo ripeto, non escludo che si debba intervenire anche sui costi della cartapesta».
Torniamo a questo primo weekend di Carnevale. Ma stavolta parliamo dell’apertura del sabato. Che non è certo stata un successo...
«Io, inizialmente, ero orientato a non fare niente. Poi siamo riusciti a mettere in piedi uno spettacolo a costo zero. Voi stessi avete scritto che forse sarebbe meglio non farne di niente o spostare la cerimonia alla Cittadella. Credo che sia una questione sulla quale dover ragionare. Ma, quest’anno, non potevamo spendere un euro su questo capitolo».
Un’altra polemica che ha caratterizzato la vigilia del primo corso riguarda i cosiddetti banchetti della porchetta in piazza Mazzini. I commercianti sono scesi sul piede di guerra...
«Bisogna partire da un principio: il circuito dei carri è della Fondazione che deve valorizzarlo al massimo. Tutto questo ancor di più alla luce della necessità che ha il Carnevale di andare avanti sempre più con le proprie gambe. Quest’anno ci siamo mossi tardi, ma gli introiti dai banchi all’interno del circuito sono raddoppiati da 60mila a 120mila euro. Io guardo alle categorie economiche con grande rispetto e aperto a tutte le forme di collaborazione. Ma non si può pensare che la Fondazione Carnevale debba solo dare e le categorie economiche solo ricevere...»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
