Il Tirreno

Versilia

in tribunale

Morì dopo l’incidente Assolti tutti gli imputati

Morì dopo l’incidente Assolti tutti gli imputati

CAMAIORE. Tutti assolti per la morte di Dea Giannecchini, 60 anni, spirata al pronto soccorso dell’ospedale Versilia dopo un incidente avvenuto nel 2009 a Lido. Una vicenda per cui erano a processo...

2 MINUTI DI LETTURA





CAMAIORE. Tutti assolti per la morte di Dea Giannecchini, 60 anni, spirata al pronto soccorso dell’ospedale Versilia dopo un incidente avvenuto nel 2009 a Lido. Una vicenda per cui erano a processo la figlia della donna, Serena Barsottelli, 41 anni, che guidava il veicolo coinvolto nell’impatto, e il medico del pronto soccorso, Cristina Berni, 43, che come si dice in gergo aveva preso in carico la donna. Entrambe le imputate sono state assolte ieri dal tribunale di Lucca, dopo che la Procura aveva chiesto l’assoluzione per Barsottelli e una condanna a sei mesi per Berni.

La tragedia avviene la mattina del 30 aprile del 2009 a Lido, all’altezza del semaforo che dalla via per Camaiore permette di prendere la via Italica o di andare in direzione Viareggio. È lì che si verifica l’impatto tra l’auto dove viaggiano Serena Barsottelli, sua madre Dea Giannecchini e un veicolo che arriva in senso opposto. La donna arriva al pronto soccorso intorno alle 12,30 con lesioni alla fronte e agli arti inferiori. Secondo la famiglia - seguita dagli avvocati Giacomo Ciardelli e Sabrina Antongiovanni - la signora resta per un’ora e mezzo al pronto soccorso senza che vengano svolti esami in maniera rapida. In particolare, a finire nel mirino è il mancato svolgimento di un’ecografia all’addome che - secondo l’accusa - avrebbe potuto evidenziare lo spappolamento della milza, ritenuta la causa della morte della donna, avvenuta intorno alle 15.

Per fare chiarezza il giudice Marcella Spada Ricci, aveva disposto due perizie: una medico-legale e una sull’incidente stradale. E proprio gli esiti delle due perizie sono stati decisivi per la sentenza. In particolare, sul lavoro svolto dal pronto soccorso i periti non negano che la procedura non sia stata impeccabile, ma non è dimostrato che la donna poteva essere salvata. Il giudice ha anche rimesso gli atti alla Procura per un eventuale approfondimento delle indagini.

Matteo Tuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani