Il Tirreno

Versilia

Duecento anni fa nasceva don Bosco parrocchia in festa

Duecento anni fa nasceva don Bosco parrocchia in festa

Viareggio: tante iniziative al Marco Polo per celebrare la ricorrenza. Incontri, mostre, convegni nel segno del santo dei giovani

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Il bicentenario della nascita di don Bosco (31 gennaio) non può non interessare e coinvolgere la Parrocchia di cui è patrono: San Giovanni Bosco al Marco Polo di Viareggio.

Così si preannuncia un anno di iniziative in memoria del santo organizzate dal parroco don Antonio Tigli e dalle diverse associazioni che gravitano intorno alla chiesa, intitolata al santo, nato a Castelnuovo d’Asti appunto 200 anni fa.

«Intitolazione che - spiega don Tigli - risale agli anni della post-guerra (1940-45), quando molte famiglie sfollate dal centro storico di Viareggio, si trasferiscono in questa zona poco popolata, senza alcun servizio, tanto che per ogni attività ci si deve spostare in centro. In quel periodo, fine anni '40, un giovane prete cominciò un servizio pastorale in zona. Accanto ad una scuola privata fondata dalla signora Petri, fu adattata una cappellina e, di lì a poco, cominciò un'attività pastorale in tutto simile a quella della parrocchia.

Nel 1954 il quartiere Marco Polo divenne Parrocchia per decreto di monsignor Antonio Torrini, arcivescovo di Lucca, e fu intitolata a San Giovanni Bosco per un desiderio, a lungo coltivato, dal sacerdote che poi ne sarebbe diventato il primo parroco, don Roberto Picchi, che fin da seminarista aveva simpatia per questo sacerdote dinamico ed energico: don Bosco. Lo ammirava e cercò di imitarlo per la sua predilezione verso ragazzi e giovani». Don Bosco diventò così una parrocchia nella quale non mancavano le proposte per ogni età e categoria di persona. Quando, nel 1958, fu inaugurata la chiesa attuale con la canonica, già fu accorpato il teatro cinema parrocchiale, una sala per le riunioni, una grande stanza che fu adibita poi a circolo Acli. Molti ragazzi e giovani aderirono all'Azione cattolica, allo scoutismo e alla società sportiva.

Associazioni (Azione cattolica ragazzi e Agesci) che ancor oggi gravitano al Don Bosco insieme al gruppo "Discepoli della Parola" al gruppo Agave, alla Caritas che svolge un servizio importante per far fronte alle tante e crescenti povertà.

Tutti insieme uniranno le forze per rendere, durante tutto l’anno, degno omaggio al santo che ha speso gran parte della sua vita al servizio dei ragazzi e dei giovani. Dopo l’incontro con le famiglie di lunedì sera, domani è in agenda in oratorio una festa con tutti i ragazzi della parrocchia (da 7 a 14 anni) a partire dalle 17 fino alla cena condivisa. Sabato, nel giorno della festa liturgica, alle 18, S. Messa alla quale è invitata tutta la comunità: dopo la messa un aperitivo comunitario. «Il programma annuale, anche se non ancora ben definito, - annuncia don Tigli - prevede poi: una mostra su don Bosco; un pellegrinaggio di ragazzi e uno di adulti a Torino; una mostra documentario sulla parrocchia; concerti d'organo (estate); concerti corali, due giornate di Spiritualità per adulti; un convegno sulla famiglia; un convegno sulla scuola tradizionale e i nuovi tipi di insegnamento e di apprendimento; un fine settimana con cooperatori salesiani che illustreranno la funzione dell'Oratorio inteso e proposto da don Bosco; uno spettacolo teatrale tratto dalla vita e dall'opera di don Bosco».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino