Carri ancora incompleti a pochi giorni dal via
Tre le costruzioni in maggiore difficoltà e sui ritardi la categoria si spacca tra chi dà la colpa alla Fondazione e chi se la prende con i costruttori
VIAREGGIO. «Ma la vedi quella carretta lì, è vuota!» suggerisce il marito alla moglie. «Mi sa che quel carro lì non lo vediamo al primo corso». Considerazioni da domenica pomeriggio di sole a passeggio alla Cittadella del Carnevale a una settimana esatta dal primo corso mascherato della manifestazione. I visitatori sono centinaia. E in tanti ripetono la stessa osservazione su questa o quella costruzione che spunta dalle gigantesche porte degli hangar. Perché per i viareggini andare a controllare a che punto sono i carristi con il loro lavoro prima della sfilata d’esordio è una tradizione e immancabili sono i commenti.
Per la verità a parlare di ritardi nella realizzazione dei giganti di cartapesta che rischiano - e non sarebbe la prima volta nella storia della manifestazione - in qualche caso di uscire dagli hangar incompleti non solo i visitatori occasionali ma anche qualche esperto del settore e qualche collega carrista.
Le situazioni apparentemente più critiche sono quelle di Fabrizio Galli con il suo “Riempici di gioia”, i fratelli Bonetti alle prese con “Oro Bianco” e ancora la coppia Lebigre-Roger impegnata nell’allestimento di “Il grande freddo”. Colpa anche dei tempi del bando reso pubblico dalla Fondazione Carnevale, commissariata e alle prese con la più grave crisi finanziaria della sua storia, solo a inizio novembre, degli anticipi sui contributi per le costruzioni arrivati più tardi (e solo in parte), della necessità per qualche impresa di tagliare sulla manovalanza per risparmiare sui costi.
«È vero, siamo un po’ indietro ma ce la faremo - raccontano alcuni addetti dello staff di Lebigre - del resto è difficile fare un carro con i tempi che ci hanno dato quest’anno: la Fondazione ci ha dato il via libera il 20 di novembre. Lavoriamo senza sosta, ora abbiamo coinvolto il maggior numero di persone possibile per farcela».
«Chi dice che sono indietro? - tuona Fabrizio Galli - Non è vero. È una polemica inutile: firmiamo un contratto con la Fondazione per il quale il carro deve essere pronto il primo di febbraio. Manca ancora una settimana, io sono sereno e faccio il mio lavoro, le chiacchiere le lascio agli altri».
Il fronte dei costruttori non è compatto e c’è chi, invece, conferma l’opinione diffusa sui ritardi nelle costruzioni come Alessandro Avanzini che il suo, di carri, lo ha praticamente completato. «È il sistema che non funziona» dice Avanzini. E non si riferisce ai ritardi del bando o ai soldi che non ci sono. «Qui ci sono delle responsabilità personali di alcuni costruttori - afferma - e non ho difficoltà a dichiararlo. Diranno che è colpa della Fondazione, dei soldi che non ci sono e così via. Lo sapevano già a ottobre che era così. Io credo che ciascuno debba fare la propria parte perché quando usciamo per il corso mascherato non possiamo permetterci di sbagliare».
Carri incompleti al primo corso la storia del Carnevale ne ha visti parecchi. E anche negli ultimi anni si è discusso a lungo di problemi ai movimenti, come accaduto ai fratelli Bonetti, o costruzioni non del tutto finite, si ricorderà lo stesso carro di Lebigre-Roger l’anno scorso. Situazioni, queste, tutte passibili di sanzione da parte della Fondazione anche se forse per l’edizione 2015 i costruttori hanno più che in passato ragioni per giustificare i ritardi. Resta però il monito di Avanzini: chi paga il biglietto poco o nulla sa di finanziamenti non erogati, anticipi pagati solo in parte, di ritardi nei bandi e così via. Paga per uno spettacolo che vuole vedere al meglio al primo come all’ultimo corso. E se lo spettacolo lo convince allora il Carnevale può pensare di avere un futuro.
Valentina Landucci
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