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Cardiologia non sarà accorpata a medicina
VIAREGGIO. La cardiologia non verrà accorpata alla medicina generale. Sembra sfumare - con sollievo di medici e infermieri dei due reparti che non avevano gradito - l’ipotesi di unione delle due...
VIAREGGIO. La cardiologia non verrà accorpata alla medicina generale. Sembra sfumare - con sollievo di medici e infermieri dei due reparti che non avevano gradito - l’ipotesi di unione delle due specialistiche, che era emersa nelle scorse settimane.
La notizia di un passo indietro da parte dell’Asl è trapelata ieri. Se ne è parlato, tra l’altro, anche nell’assemblea dei dipendenti Asl, tenutasi in ospedale con la presenza del direttore generale dell’azienda sanitaria Brunero Baldacchini e il presidente della Conferenza dei sindaci Ettore Neri.
L’ipotesi di accorpare la cardiologia a medicina, nei fatti, sembra essere stata superata dalla creazione dei cosiddetti dipartimenti interaziendali. In pratica, nelle future Asl di area vasta - che per la Versilia significherà unirsi a Massa, Lucca, Pisa e Livorno - ci saranno dipartimenti unici per ogni specialistica. Di conseguenza, la cardiologia dell’ospedale di Lido sarà unita ai reparti gemelli di Massa, Lucca, Pisa e così via. Questo consentirà - secondo la Regione - un risparmio di risorse e una gestione più efficace dei professionisti a livello di zona. Non solo. È chiaro che il Versilia resterà centro di riferimento per le patologie cardiache del territorio, ma continuerà ed anzi si appoggerà sempre di più agli ospedali come Massa e Pisa dove la cardiochirurgia è a livelli di eccellenza.
Nella ipotesi originaria, che tanto aveva fatto discutere, si era parlato di un accorpamento necessario per una gestione più razionale a livello economico degli infermieri.
Il dottor Giancarlo Casolo, direttore della cardiologia, aveva però smentito seccamente qualsiasi ridimensionamento. Nell’idea originaria avrebbe dovuto essere un semplice trasferimento logistico: l’obiettivo è avvicinare gli specialisti, anche perché oggi - affermava il dottor Casolo - un malato di cuore non può essere trattato come se avesse quest’unica patologia».
Il trasferimento avrebbe dovuto riguardare i 22 posti letto della cardiologia, ma non gli ambulatori. Si era parlato, inoltre, di una maxi-medicina diretta dallo stesso Casolo, in virtù del contemporaneo pensiomanento della direttrice della medicina generale, la dottoressa Paola Lambelet. «Ma se così fosse - aveva ribadito il dottor Casolo - sarebbe una prova evidente che la specialità che io dirigo non sarà ridimensionata». La presenza di un cardiologo così importante, del resto, è ritenuta la maggiore garanzia per il Versilia di non vedersi “schiacciare” dai presidi ospedalieri vicini. A questo proposito, sul rapporto con l'Opa di Massa Casolo garantisce: «Il rapporto tra le nostre strutture è solido e chiaro come non mai. Loro sono la nostra emodinamica, e trattano casi specifici. Noi continueremo a trattare le patologie cardiovascolari come abbiamo sempre fatto. Senza alcun peggioramento delle prestazioni offerte ai pazienti».
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