Il Tirreno

Versilia

I sostenitori di Betti chiedono le primarie

di Donatella Francesconi

Giannerini: o candidato unitario o si procede al voto, anche se Dati è contrario Depositati i ricorsi contro le sospensioni alla commissione di garanzia regionale

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VIAREGGIO. Corsa al ricorso, nella giornata di ieri, per l’ex sindaco Leonardo Betti, sospeso per sei mesi dal Pd con provvedimento della commissione di garanzia della Federazione versiliese del partito. Gli altri sospesi, Chiara Romanini (4 mesi), Sandra Mei e David Zappelli (due anni ciascuno) hanno già presentato, alla commissione di garanzia regionale, le carte in propria difesa. Mei accompagnando al ricorso il materiale cartaceo ed audio già posto all’attenzione della commissione di garanzia, che non ha ritenuto di avviare un’istruttoria come scritto espressamente nelle motivazioni; e Chiara Romanini presentando un testo di ben undici pagine.

Come evolverà la vicenda che sta sconquassando un Pd viareggino commissariato e già sufficientemente diviso lo anticipa Giovanni Giannerini, ex assessore della Giunta Betti, referente di “Generazione democratica”, l’area del partito locale che ha portato alla vittoria dell’ex primo cittadino nella primavera 2013: «Dati ha sollecitato Fragai (il presidente della commissione di garanzia del Pd regionale, ndr) a decidere in fretta sui ricorsi. Perché non è possibile che un eventuale candidato a sindaco non sia in corsa in vista delle amministrative del 17 maggio».

In realtà Giuseppe Dati, commissario del Pd viareggino per decisione del partito regionale, era stato chiaro fin dai primi giorni di Comune a sua volta commissariato per la fine dell’amministrazione di centrosinistra: la candidatura di Betti - aveva dichiarato al “Tirreno” - «non è nelle cose». Nelle assemblee del Pd viareggino che si sono succedute Dati è stato altrettanto chiaro: niente primarie per Viareggio così come confermato dal segretario regionale Dario Parrini. Ma la “squadra” di sostenitori di Betti - al cui interno in molti in questi giorni hanno addirittura ipotizzato di autosospendersi dal partito e/o stracciare le tessere - sembra avere idee contrapposte al dettato del commissario: «O troviamo un candidato interno a larghissima maggioranza - spiega Giovanni Giannerini - oppure si fanno le primarie. Anche se Dati non ne vuole sapere...».

A quel punto la corsa di Betti al confronto con altri candidati sarebbe certa. Anche perché, aggiunge Giannerini, spazzando via lo scenario alternativo che pure si era profilato, «liste proprie non hanno senso e non le vuole fare nessuno».

Tra le poche certezze, quella che la ricerca del candidato a sindaco all’esterno è di fatto conclusa. E che oggi lo sguardo è diretto all’interno del partito viareggino con tutti i “veleni” che lo stesso si porta dietro da un passato meno recente di quello dell’amministrazione Betti che pure ha contribuito per la propria parte. I candidati “papabili” sono quelli della cosiddetta vecchia guardia: Stefano Maestrelli, Fabrizio Manfredi, Alberto Corsetti, Andrea Palestini, tutti con esperienze amministrative nelle amministrazioni viareggine o nella galassia delle società partecipate. La “gara” è a trovare tra questi il nome che unisce di più o che divide di meno, visto che poi la campagna elettorale va comunque sostenuta ed è necessario che la macchina del partito si metta all’opera in tutti i sensi.

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