Il presidio
Niente candidati “civili” E spuntano i nomi fatti in casa
VIAREGGIO. Modello Mungai cercasi...Nel senso di quell’esponente del mondo dell’associazionismo che possa ridare al Pd viareggino dignità e candidato a sindaco, dopo i quindici mesi di governo...
VIAREGGIO. Modello Mungai cercasi...Nel senso di quell’esponente del mondo dell’associazionismo che possa ridare al Pd viareggino dignità e candidato a sindaco, dopo i quindici mesi di governo riconquistato e perso. Lungo questa linea si è cercato, da ottobre ad oggi, il nome giusto. «Il problema è che non c’è un Mungai a Viareggio», commenta Stefano Maestrelli, ex presidente del Parco e della Viareggio porto, uno dei nomi che circolano nel caso il Pd decidesse di cercare tra le mura di casa. Insieme al suo, i nomi che ritornano sono quelli di: Fabrizio Manfredi, ex assessore all’urbanistica dei dieci anni di governo Marcucci, oggi presidente del Parco; Andrea Palestini, ex sindaco di Viareggio oggi presidente del consiglio provinciale; Alberto Corsetti, ex presidente di SeaCom, ex segretario del Pd Versilia, oggi amministratore delegato di Sea risorse in quota al socio privato. «La condizione perché si possa avanzare una candidatura diciamo da “usato sicuro” - continua Maestrelli - è che il nome sia condiviso da tutti». E sostenuto da un Pd «compatto».
«Che si parli della mia candidatura è comprensibile», risponde Fabrizio Manfredi al “Tirreno”: «Lo capisco e mi fa piacere. Ma ho già abbastanza lavoro col Parco...». Le elezioni, regionali e comunali, è sempre più probabile che si tengano il 17 maggio: «Entro fine febbraio - detta i tempi Manfredi - abbiamo bisogno di avere un candidato a sindaco credibile ed una squadra che dia il senso che non si può più scherzare...».
Nell’attesa, il segretario e commissario del Pd, Giuseppe Dati, ha messo al lavoro il partito su sei temi ed indicato in un mese e mezzo il termine per aver pronto il programma: «Ho chiesto una cosa precisa - spiega Dati -: che questo lavoro contenga indicazioni sulle cose da fare». In programma c’è anche un’iniziativa pubblica, il 7 febbraio, dal titolo “Governare il dissesto”, con la partecipazione dell’assessore al bilancio del Comune di Alessandria, il più vicino tra gli Enti pubblici d’Italia che si sono trovati nelle condizioni di affrontare il dissesto.
Governare il dissesto e governare la città: è il rebus per chiunque sieda in Municipio da primavera: «Essere in dissesto - precisa Dati - non significa che non ci siano azioni amministrative da portare avanti. A partire, per esempio, dal Regolamento urbanistico». (d.f.)
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