Il caso Polo Nautico: le imprese minacciano di lasciare l’area
VIAREGGIO. Incontro teso quello di ieri tra Autorità portuale regionale ed imprenditori di Polo Nautico, alla vigilia dal Comitato portuale che il 27 gennaio dovrà esprimere un sì od un no al...
VIAREGGIO. Incontro teso quello di ieri tra Autorità portuale regionale ed imprenditori di Polo Nautico, alla vigilia dal Comitato portuale che il 27 gennaio dovrà esprimere un sì od un no al frazionamento delle concessioni dell’azienda consortile della nautica. «Il segretario dell’Authority, Fabrizio Morelli - ha spiegato incontrando la stampa Riccardo Cima, amministratore unico di Polo Nautico - ci ha detto chiaramente che non ci sono ostacoli di natura giuridica ad un parere favorevole al frazionamento. Ma ci ha detto altrettanto chiaramente che la decisione finale è del Comitato portuale e che è emerso come la maggioranza del Comitato sia contraria al frazionamento».
Uno scenario che non è andato già agli imprenditori “capitanati” da Massimo Perotti, “patron” di SanLorenzo. Il cui Cda - ha spiegato l’imprenditore nel corso dell’incontro con l?Autorità portuale - non darà mai il via all’acquisto delle aree di Fipa, nelle quali oggi SanLorenzo è al lavoro per la costruzione di ben quattro imbarcazioni, in assenza della possibilità di ottenere la concessione individualmente. Anche se - va detto - l’arrivo di SanLorenzo nei capannoni di Fipa nell’area Polo Nautico è recente e avvenuto in un quadro di totale incognita sul futuro del frazionamento. Incognita talmente forte da aver spinto Polo Nautici ad un ricorso al Tar che ha visto il Tribunale amministrativo regionale ordinare - poco prima di Natale - che l’Autorità portuale regionale decida entro la fine di questo mese. «Se la riposta sarà negativa come preannunciato - annuncia Riccardo Cima - l’azienda ricorrerà nuovamente al Tar». Una scelta inevitabile, «perché a sua volta l’azienda consortile si espone alle cause dei soci».
Lo scenario disegnato da Riccardo Cima è apocalittico: «SanLorenzo ha detto chiaramente che in assenza di frazionamento completerà le barche che ha in costruzione e poi, nel 2016, lascerà l’area. Nel frattempo dovremo vedercela con la banca che ha accettato, in vista del frazionamento, il rinvio del pagamento della quota capitale del mutuo dal 31 dicembre 2014 alla fine di giugno 2015».
Arrivati a questo punto, dopo aver ascoltato direttamente da Morelli quale sarà lo scenario da qui a pochi giorni, Cima va giù duro: «In questa Darsena siamo ostaggi della Fiom. E lo dico perché perfino la Cgil provinciale si è detta favorevole al frazionamento delle concessione». Fiom che, secondo l’analisi di Cima, «trova la stessa posizione contraria nella Regione Toscana, rappresentata nel Comitato portuale dall’assessore Ceccarelli». Posizione, quella della Regione che finirebbe in qualche modo per allineare anche l’amministrazione comunale, oggi rappresentata dal commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo. (d.f.)
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