Il presidio
La sospensione dell'ex sindaco spacca il Pd di Viareggio
La decisione della commissione di garanzia del partito infiamma la discussione pro o contro Betti e l’ex vicesindaco Romanini
VIAREGGIO. Il segretario e commissario Giuseppe Dati è irremovibile: «Non dico niente», sono le uniche parole che pronuncia sul caso sospensioni dal Pd che ha riguardato ex sindaco ed ex vice sindaco, oltre che gli ex consiglieri comunali Sandra Mei e David Zappelli. «Ho deciso di tenermi alla larga da questa vicenda», la chiude lì Dati. Consapevole del fuoco che brucia sotto le ceneri del partito viareggino dopo la decisione della commissione di garanzia della Federazione versiliese. Sei mesi di sospensione a Leonardo Betti, ex primo cittadino che già aveva raccolto le firme per la propria ricandidatura, e quattro a Chiara Romanini, vice sindaco di Betti, «riapre un fronte che si era abbastanza sedato», commenta Andrea Palestini, presidente del consiglio provinciale ed ex sindaco di Viareggio. «Mi sembra assurdo - aggiunge Palestini - trasferire sul piano disciplinare una discussione che è politica. Ricandidare o meno Betti, Romanini, Mei e Zappelli è una scelta che deve fare il partito in base all’opportunità politica. Punto».
Difende Mei e Zappelli l’ex capogruppo del Pd in consiglio comunale Antonio Batistini: «Mi sembrano davvero tanti due anni di sospensione...Per quanto riguarda la lettera dell’ex ragioniere capo Nieri che non fu comunicata ai consiglieri comunali, all’epoca esortai Romanini alle dimissioni. Io credo che si debba ripartire dai valori ed uno di questi valori è l’etica. E la coerenza personale all’etica che proponiamo».
Elena Tozzi, ex consigliere comunale e tra i fedelissimi di Betti, commenta su Facebook: «Ma su quali basi la commissione di garanzia ha stabilito questo? Prendendo per buono ciò che ha prodotto chi era sotto accusa per primo? Da quando non si ascoltano altri testimoni? C'erano altri otto consiglieri comunali del Pd, compreso il capogruppo, che erano a conoscenza dei fatti: perché non convocarli? A questo punto un dubbio mi sorge....». Leonardo Betti ha già pronto il ricorso e sta valutando se rivolgere la propria istanza alla magistratura, chiedendo un provvedimento di urgenza di sospensione della sospensione, o procedere presso la commissione di garanzia regionale, o far valere le proprie ragioni in entrambe le sedi. Per le stanze del Pd che deve scegliere il prossimo candidato a sindaco si aggira oggi il fantasma dell’amministrazione Betti che in tanti speravano di aver archiviato. «Certo, la decisione è stata un elemento di turbativa non indifferente», è il ragionamento proposto da Fabrizio Manfredi, ex assessore all’urbanistica dei dieci anni di governo Marcucci, oggi presidente del Parco: «Certo non aiuta il Pd a cercare di ricomporre». E se per Mei e Zappelli, secondo Manfredi, «si tratta di due consiglieri comunali che si sono dimessi in completa difformità dalle scelte del partito, per Betti e Romanini sono stati sanzionati comportamenti amministrativi...Ed è un po’ sorprendente».
Archivia la decisione delle commissione di garanzia alla voce «sciocchezza assoluta» l’ex presidente di Parco e Viareggio porto, Stefano Maestrelli, fiducioso del fatto che il ricorso alla commissione di garanzia regionale possa cambiare il verdetto nel giro di una quindicina di giorni. «È un problema politico e non di commissione di garanzia il comportamento di sindaco e vice sindaco. E certo non si tratta di questioni di deontologia di partito...Mi pare si siano voluti fare degli equilibrisimi...».
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