Il Tirreno

Versilia

La resa dei conti del Pd Sospesi Betti e Romanini

di Matteo Tuccini
La resa dei conti del Pd Sospesi Betti e Romanini

La commissione di garanzia del partito versiliese infligge sei mesi all’ex sindaco e quattro mesi al suo ex vice. La colpa? Le informazioni non date sul dissesto

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VIAREGGIO. Tutti sospesi. Sia i vertici della passata amministrazione, sia i presunti colpevoli della loro caduta. La sentenza della commissione di garanzia del Partito democratico versiliese è un terremoto che scuote la vita politica cittadina. E scatena polemiche a non finire. Con l’ex sindaco Leonardo Betti e il suo ex vice Chiara Romanini - sospesi dal Pd rispettivamente per sei e quattro mesi - infuriati per un pronunciamento che, di fatto, li mette fuori dalle prossime elezioni di maggio. A meno che non decidano di correre per conto proprio, e cioè all’esterno del partito. Il più arrabbiato è proprio Betti, che parla addirittura di un possibile «ricorso alla giustizia ordinaria, se sarà necessario».

Le condanne. Le punizioni inflitte dalla commissione presieduta da Giancarlo Meini sono pesanti. Come detto, sono stati inflitti sei mesi di sospensione a Betti e quattro a Romanini. La vera stangata, però, è per Sandra Mei e David Zappelli: i due consiglieri finiti nella bufera, perché accusati di aver favorito il collasso dell’amministrazione Betti, si vedono messi fuori dal Pd per due anni. Nessun provvedimento, invece, per l’ex segretario del partito viareggino Elisa Montaresi e per Filippo Guidi. Per eventuali ricorsi da fare alla commissione di garanzia regionale del partito ci sono dieci giorni di tempo.

Le contestazioni. Di provvedimenti punitivi si era parlato recentemente, dopo i deferimenti che avevano colpito questi sei protagonisti degli ultimi mesi di scontri in Comune. Ma niente lasciava presagire che il pugno fosse così duro. Le motivazioni non sono state fornite: «Lo saranno nei prossimi giorni», ha affermato il presidente della commissione Meini, che rispetto all’esito della decisione ha parlato solo di «violazione del codice etico del Pd». Quello che però è emerso ieri, nel corso di una giornata dove i cellulari ribollivano, è che sia a Betti che al suo ex vice viene contestata una mancata informazione sulla situazione di dissesto economico del Comune.

Il giallo della lettera. La questione sul tavolo - secondo quanto si è potuto apprendere - è quella della lettera che l’ex ragioniere capo del Comune Maurizio Nieri inviò nel novembre del 2013 a Romanini, allora presidente del consiglio comunale. Una comunicazione sullo stato drammatico dei conti pubblici, che non venne però trasmessa ai consiglieri comunali. Che da lì a un mese avrebbero dovuto votare l’assestamento di bilancio. Ma sia Betti - che avrebbe ricevuto comunicazioni simili anche nei mesi precedenti - che Romanini respingono ogni addebito. «Quella lettera - afferma Betti - era da un punto di vista formale inesistente, perché non protocollata. Gli stessi revisori dei conti la definiscono irrituale e tardiva». Posizione confermata da Romanini. Che aggiunge: «Anche ammesso che abbiamo fatto un errore, si tratta di un errore amministrativo. Quando mai un partito interviene su una cosa del genere, sospendendo un suo rappresentante con responsabilità di governo? Il sindaco di Roma Ignazio Marino potrebbe mai essere sospeso per aver asfaltato male una strada?». Un’altra contestazione mossa a Betti sarebbe relativa alla mancata attuazione del programma. «Se così, fosse sarebbe ridicolo», commenta l’ex primo cittadino.

Il futuro. Adesso si pone il problema di cosa faranno i due ex leader. In città c’è chi parla di una candidatura in una lista civica, ma loro al momento escludono. «Ho sempre fatto politica nel Pd, ho partecipato a tutte le riunioni e fatto la vita di partito - afferma Betti - Ho intenzione di dimostrare la mia correttezza, e sono convinto che anche la base del partito non è così convinta delle decisioni prese». Anche Romanini al momento esclude qualsiasi tipo di scelta diversa «perché credo nel Pd e voglio restarci, dimostrando la mia innocenza con ogni mezzo. Non ho intenzione di collocarmi fuori per candidarmi ad ogni costo. Anche se è chiaro che la tempistica è strana».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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