Niente accordo in extremis Cancellati (forse) i tre rioni
Lo sponsor si tira indietro: stop a Marco Polo, Darsena e Carnevale storico Si salva solo l’appuntamento (minore) in programma al Campo d’Aviazione
VIAREGGIO. Annunci spiazzanti, disperati tentativi di salvataggio, repentini ripensamenti, trattative andate a monte e la (probabile?) resa finale. Tutto in una settimana e con un epilogo non certo lieto: l’accordo tra tre rioni (Marco Polo, Darsena e Carnevale Storico) e l’azienda privata che avrebbe coperto i costi del servizio di pulizia delle strade è saltato. Burlamacco rischia così di dipingere lo stesso scenario di due anni fa, quando (paradossalmente) impazzarono i «dopo-rioni» sul viale Europa in Darsena pur in assenza di rioni - unica eccezione il Campo d’Aviazione, che anche stavolta andrà regolarmente in scena.
Mercoledì nero. A meno di due settimane dal corso mascherato di apertura vengono a galla i primi intoppi: gli ostacoli principali sono i costi della vigilanza, affidata alla polizia municipale, e della pulizia delle strade, svolta invece dalla Sea. I timori che i baccanali possano fermarsi si rivelano fondati: i presidenti dei rioni comunicano mercoledì 14 gennaio l’annullamento di Marco Polo, Carnevaldarsena e Carnevale Storico. Il Rione Campo d’Aviazione va avanti da solo («perché abbiamo già pagato tutte le imposte e non possiamo fermarci»), esprimendo comunque la massima solidarietà nei confronti degli altri comitati.
Maledetta burocrazia. Il grido d’allarme è unanime: «Organizzare una festa rionale comporta costi altissimi per l’occupazione del suolo pubblico, l’affitto di un generatore di emergenza, l’acquisto dei generi alimentari, la Siae, i vigili del fuoco, il servizio del 118». Prima delle festività natalizie - questa la denuncia dei rioni - non erano previste le cosiddette «spese aggiuntive» per i vigili urbani (lo scorso anno se ne fece carico il Comune) e per la Sea (il costo del servizio gravava sulla tassa dei rifiuti). Balzelli improvvisi che inducono a gettare la spugna. «Se piove e non incassiamo poi dobbiamo ripianare l’eventuale disavanzo di bilancio di tasca nostra».
Tutti in Comune. Il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo convoca un incontro nel suo ufficio due giorni dopo (venerdì 16 gennaio) per provare a sciogliere il nodo gordiano. Quasi quattro ore di conclave si rivelano però inconcludenti: il dissesto finanziario dichiarato dal Comune – a proposito: buona parte dei problemi nasce dalla delibera di fine ottobre con cui sono state portate alle stelle tassa di soggiorno, rette degli asili e altre imposte – non consente margini di trattativa. I rappresentati dei rioni escono dalle stanze del municipio stanchi e avviliti, quasi rassegnati.
Salvagente sponsor. Arriviamo a sabato 17 gennaio. Sauro Paoli di Incaba, il negozio di giocattoli che già due anni fa tentò di salvare il Rione Darsena e sostenne l’organizzazione delle Carneval Night, mette in contatto i comitati rionali con un mecenate interessato a investire sul Carnevale di Viareggio: è una multinazionale italiana che produce costumi e maschere di proprietà del Gruppo Giochi Preziosi fino allo scorso anno. I rioni, che nel frattempo strappano uno sconto dalla Sea sullo spazzamento delle strade, formulano la loro proposta.
Fumata nera. La risposta della multinazionale, arrivata ieri, getta tutti nello sconforto: l’accordo non s’ha da fare. Al momento, dunque, rimangono sicuri soltanto il Campo d’Aviazione (che, a onor del vero, viene trattato alla stregua di un crumiro anziché essere sostenuto) e i veglioni all’Osteria di Burlamacco in Cittadella con il dj Andrea Paci, il gruppo dei Masnada e i cantanti Adriano Barghetti e Daniele Biagini. E menomale. Perché se questa città dovesse perdere anche il Carnevale rimarrebbe solamente da abbassare la saracinesca.
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