Il fantasma dei dieci milioni da rendere a Ferragamo
VIAREGGIO. C’è un fantasma che si aggira tra i pontili e le carte della Viareggio porto e si chiama transazione con l’ex socio privato Ferragamo. Siglata dall’ex sindaco Leonardo Betti prevede la...
VIAREGGIO. C’è un fantasma che si aggira tra i pontili e le carte della Viareggio porto e si chiama transazione con l’ex socio privato Ferragamo. Siglata dall’ex sindaco Leonardo Betti prevede la restituzione di 11,5 milioni di euro. La parte minore a rate, quella maggiore - dieci milioni - previa nuova vendita delle azioni della società. Un “pasticcio” che arriva da quella sentenza del Consiglio di Stato del 2009 alla quale né l’amministrazione Lunardini, né quella del commissario prefettizio Domenico Mannino, e tantomeno quella del sindaco Betti hanno messo mano completando la gara annullata (in parte) o procedendo con un nuovo bando. Sei anni dopo restano i dieci milioni da restituire. Ma anche tutti i problemi connessi alla gestione di questa cifra. Questione sulla quale lo scorso anno i revisori dei conti del Comune (Limberti, Pucci e Suriano) evidenziarono molto chiaramente che «il Comune, nonostante l’impugnazione della aggiudicazione della gara trasferiva le azioni e riscuoteva il prezzo integrale della vendita. Il ricavato non fu accantonato in apposito fondo vincolato, come tutti i principi di prudenza, ragionevolezza e di sana corretta gestione avrebbero imposto. Ragione per cui le somme di tale vendita vennero ad essere destinate per finanziare impegni di spesa».
Se non bastasse, l’atto di transazione della Giunta Betti - scrissero i revisori - «doveva essere preceduto anche dal provvedimento di riconoscimento di debito da parte del consiglio comunale». Con il risultato che « l’accertamento di 10 milioni presente in bilancio non ha alcun fondamento giuridico e pertanto va tassativamente stralciato dal conto del bilancio medesimo». Era il marzo 2014: da allora cosa è successo? (d.f.)
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