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Sea ora lancia la carta degli sconti

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Viareggio Viva: la Giunta Betti utilizzò per i rioni le mille ore delle emergenze

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VIAREGGIO. Una scelta precisa, quella dell'amministrazione Betti, di utilizzare il "bonus" emergenze del contratto tra Comune e Sea per le feste rionali: a raccontarlo è il comunicato diffuso ieri dalla lista civica "Viva Viareggio Viva" che ha fatto parte della maggioranza dell'ex sindaco. Nella nota si legge, infatti: «Nel contratto Sea, le mille ore a disposizione del Comune per emergenze varie furono utilizzate a pro delle feste rionali».

Ed inoltre - viene ricordato - «il Comune si prese l'onere del pagamento dei vigili urbani». Una scelta - ricorda “Viva Viareggio VIva” - alla quale si arrivò «grazie all'interessamento della consigliera della Fondazione Carnevale, Francesca Chiarini, delegata ai rioni, del sindaco e della Giunta».

Il risultato è stato quello il costo del servizio di pulizia post rioni a carico delle bollette pagate dai cittadini. Insomma: non ha neppure pagata l’Ente pubblico, perché ci hanno pensato direttamente i viareggini. Togliendo così dall’imbarazzo il Comune al quale nessuno potrà mai contestare di aver sostenuto con denaro pubblico eventi privati.

Perché i rioni che - ricorda l'ex presidente della Fondazione Carnevale, Alessandro Santini - «erano e restano eventi privati, finanziati da privati. Tanto che alla Fondazione Carnevale venne imposto di non erogare loro alcun contributo».

Era l'anno nel quale esplose anche il caso dei bilanci dei rioni, i cui organizzatori - puntualmente - suonarono la gran cassa della ritirata: senza contributo pubblico stop alle feste private. Simbolo della città, ma pur sempre private.

Oggi che i tagli vanno fatti davvero - e non perché vi sia il dissesto, ma perché il costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti è diventato insostenibile per i cittadini grazie ai mille “ricami” che la politica vi ha costruito intorno nel meraviglioso mondo della galassia societaria che Viareggio ha costruito - Sea offre un preventivo da circa ventimila euro per undici notti tra Darsena, Marco Polo e Campo d’aviazione. Affermando - per bocca della presidente Gemma Borin - di aver fatto agli organizzatori dei rioni un’offerta «scontata del 15%».

Nell’incontro di ieri pomeriggio tra Sea (Borin ed ingegnere Bergamini) e rappresentanti dei rioni sarebbe emersa la possibilità di un ulteriore ribasso. Ed allora una serie di domande sono davvero inevitabili: perché si sono dovute utilizzare in passato le mille ore di “bonus emergenze” al costo totale di trentamila euro a carico dei cittadini tutti? Perché in quella occasione non ci fu sconto? Perché i rioni non hanno mai trattato direttamente con l’azienda dei rifiuti per “strappare” il miglior servizio al prezzo più conveniente come farebbe qualsiasi privato organizzatore di un qualsivoglia evento?

Ed infine: ma, allora, qual è il costo reale dell’intervento di pulizia di un dopo festa rionale? Sea, che continua a “tirarsela” da azienda privata nel rapporto con l’informazione dovuta alla città, per una volta potrebbe scegliere di rispondere puntualmente.

Un esempio dell’impraticabilità delle notizie è la risposta fornita al “Tirreno” ieri: «Per quanto riguarda l'intervento di pulizia dei Corsi, per il quale c'è un contratto con la Fondazione Carnevale, rimane pressoché invariato rispetto all'anno passato». E, dunque, qual è la cifra? Impossibile saperlo. Perché il Comune non pubblica sul proprio sito né il contratto di servizio con l’azienda dei rifiuti, né il capitolato relativo che riporta tutte le voci di spesa e cifre relative. E Sea fa ugualmente, trincerandosi dietro al fatto che non le è dovuto per legge. Uno scaricabarile infinito che ha come unico risultato quello di rendere inaccessibili ai cittadini le informazioni su come vengono spesi i loro soldi in materia di rifiuti.

Quello che è noto - ma solo perché pubblicato dal “Tirreno” nei mesi scorsi dopo lunghe ricerche - è che una parte della spesa per i servizi durante il Carnevale finiva in appalti che la Sea affidava: il preventivo 2014 calcolava una cifra intorno ai 19mila euro e coinvolgeva cooperativa sociali che dalla stessa azienda ricevevano appalti anche in altri periodi dell’anno. Sarà così anche quest’anno o gli “sconti” ai rioni vanno ad incidere sui servizi esternalizzati che subiranno dei tagli?

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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