Agevolazioni a rischio per quindicimila famiglie versiliesi
Dal gennaio 2015 sono entrati in vigore nuovi e più stringenti parametri. A Viareggio e dintorni sono tanti a rischiare di perdere gli “sconti” su ticket, bollette e asili
VIAREGGIO. Arriva il nuovo Isee e 15mila famiglie versiliesi sono in attesa di capire se perderanno (o meno) le agevolazioni di cui hanno usufruito fino ad oggi. Con il 2015 cambia pelle il famigerato indicatore della situazione economica equivalente che serve per avere accesso a esenzioni e agevolazioni di vario tipo: dalle rette degli asili nido alle tasse universitarie, dal ticket sanitario al nuovo bonus bebè, all’assistenza degli anziani.
Cambia l'Isee. Dopo 17 anni e per effetto di un decreto risalente alla fine del 2013, l’Isee va in pensione: al suo posto, entra in vigore la Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) che prevede parametri più restrittivi e quindi meno “convenienti.” Insomma, si rischia un piccolo terremoto per i cittadini e la rete dei centri fiscali abilitati. Tanto più che ad oggi non è stata fatta chiarezza sui tempi per rinnovare il prezioso certificato: all’inizio sembrava che dal 15 gennaio in poi tutti dovessero sostituire la vecchia attestazione.
Fino al 31 marzo tutto sospeso. Ma in realtà, una scadenza vera e propria per il momento non c’è visto, che manca ancora la convenzione con l’Inps che autorizza i patronati a fare i nuovi certificati. Questo almeno per quanto riguarda le agevolazioni previste dai Comuni. Diverso il discorso per i ticket sanitari: la Regione ha concesso un regime transitorio fino al 31 marzo ma dal 1° aprile servirà il nuovo Isee per non pagare il massimo della tariffa su analisi o prestazioni diagnostiche.
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Come muoversi. Cerchiamo di capire cosa cambia con la nuova e più stringente certificazione: «Innanzi tutto – spiega Simona De Prete, responsabile del Caaf Cgil della Versilia – il rilascio dell'attestazione Isee non è più immediato come prima; il cittadino ora dovrà venire al Caaf, aspettare 10 giorni lavorativi, poi ritornare al Caaf per ritirare l’attestato. In quel lasso di tempo l’Inps farà i controlli sulle informazioni comunicate dal cittadino, incrociando le proprie banche dati con quelle dell’Agenzia dell’entrate».
I punti da chiarire. Ma come funzionerà nella pratica questo meccanismo di verifica è ancora tutto da chiarire. «Le informazioni fornite dall’Inps al momento sono molto lacunose – prosegue De Prete – Non è cosa da poco visto che nel nuovo Isee trovano posto, oltre ai redditi assoggettati ad imposta e quindi inseriti nella dichiarazione o nel Cud, anche tutti i redditi esenti dall’Irpef (ad esempio le pensioni di invalidità) la cui certificazione al momento rimane misteriosa. Tra gli aspetti da chiarire, inoltre, c’è la questione dell’autocertificazione della giacenza media delle somme di denaro nei conti correnti. Se da una parte si confà ad un principio di giustizia, dall'altra, se non previsto l'obbligo d'aiuto degli istituti di credito, il cittadino dovrà mettersi con la calcolatrice a fare i conti».
Sarà un giro di vite. Il nuovo riccometro, dunque, alzerà l’asticella con conseguenze anche per le casse dei Comuni, chiamati a rivedere le soglie di accesso alle agevolazioni per le prestazioni sociali e scolastiche. «Il proposito – conlude De Prete – è quello di "stanare e finti poveri", confrontando quanto dichiarato dal cittadino con i dati delle banche dati del Fisco e dell’Inps». L’Isee, infine, non sarà più unico. Tre le tipologie del nuovo indicatore che, appunto, si differenziano per l’uso finale. Sulle situazioni standard, come le agevolazioni per gli asili nido e i ticket sanitari, serve, ad esempio, un’attestazione diversa da quella per il diritto allo studio
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